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Screenshot_2026-03-16_alle_06.01.04.pngPer il terzo anno consecutivo Bari primeggia
nell'Indice del clima del Sole 24 Ore, prima tappa di
avvicinamento all'indagine della Qualità della vita del Sole 24
Ore. Inseguono il capoluogo pugliese diverse località della costa
adriatica come Barletta-Andria-Trani (al secondo posto, i cui dati
sono riferiti alla performance media dei tre capoluoghi), Pescara,
Ancona e Chieti. Tra i primi dieci figurano per lo più territori
costieri (tra cui anche Livorno, Trieste e Imperia), ma anche
alcune città in altura (Pesaro e Urbino, come media dei valori
rilevati in entrambe i centri urbani, ed Enna).
La classifica sul clima fotografa il benessere climatico e
racconta quali sono le città capoluogo in grado di offrire le
condizioni meteo migliori a chi vive sul territorio in base ai
dati medi rilevati nell'arco del decennio 2015-2025. Al risultato
contribuiscono 15 indicatori che misurano 15 differenti parametri
climatici che impattano sulla vita quotidiana delle persone.
Tra le grandi città risultano meglio posizionate Bari, Trieste,
Venezia e Napoli, mentre Milano, Bologna, Firenze e Torino sono
nella seconda metà della graduatoria. In fondo alla classifica c'è
la città di Carbonia (Sud Sardegna), tra le più colpite dai picchi
di caldo estremo, dall'indice di calore e dall'umidità relativa.
Il capoluogo sardo è preceduto da Terni, Belluno e Caserta. Belluno, in particolare, è ultima in tre dei quindici indicatori:
ha il minor numero di ore di sole al giorno (in media 6,8 contro
le 9,2 di Agrigento, la più soleggiata); registra il maggior
numero medio di giorni freddi all'anno (19,5 nel decennio preso
in esame); è penalizzata poi dall'umidità relativa, con ben 263
giorni all'anno fuori dal comfort climatico, cioè sotto il 30%
oppure sopra il 70% di umidità. La città veneta, però, vanta
anche il minor numero di notti tropicali, solo 15, durante le
quali (tra mezzanotte e le sei) si rileva una temperatura
superiore ai 20 gradi.
Terni, invece, è penalizzata dalla performance peggiore tra i
capoluoghi per ondate di calore e picchi di caldo estremo:
nell'entroterra questi fenomeni non sono mitigati dalla brezza
marina, che invece premia città come Savona, Pescara, Imperia,
Genova, tra le prime in questi indicatori.
Le grandi città restano divise in due gruppi: da un lato Bari
(1^), Trieste (8^), Venezia (15^), Napoli (24^), Reggio Calabria
(29^), Cagliari (33^) e Roma (37^) che si incontrano tra le prime
quaranta posizioni della classifica; dall'altro Milano (71^),
Bologna (72^), Firenze (78^) e Torino (90^) nella seconda metà
della graduatoria. Più in generale tra gli ultimi 30 piazzamenti,
quindi dove si rilevano le peggiori condizioni meteorologiche, si
incontrano tutte città del Nord (in particolare situate in Pianura
padana) tranne sei capoluoghi del Mezzogiorno e cinque del Centro.
A Torino, poi, si rileva si rileva la peggiore circolazione
dell'aria, con 162 periodi di aria stagnante all'anno (almeno 4
giorni con precipitazioni " 1 mm giornaliero).
Spiccano i primati di Enna che, grazie alla sua altitudine,
registra il più basso indice di calore e la migliore circolazione
dell'aria, e di città come Cagliari o Catania dove ormai non si
rilevano più giorni freddi (sotto i 3 gradi di temperatura
percepita) all’anno. Dallo studio emerge anche un chiaro trend di riscaldamento
climatico: negli ultimi 15 anni la temperatura media in Italia è
aumentata di 1,8°C, con incrementi maggiori al Nord (+2,3°C). Nel
2025 si sono registrate 17 ondate di calore, 14 picchi di caldo
estremo e circa 80 notti tropicali. Le piogge sono sempre più
concentrate in eventi intensi, mentre crescono i periodi di
siccità e diminuiscono i giorni freddi.
A riscaldarsi in modo più marcato è il Nord del Paese dove il
termometro è salito in media di 2,3 gradi tra il 2015 e il 2025,
mentre nei capoluoghi del Centro Italia è stato di 1,9° C, in
quelli del Mezzogiorno di 1,3° C.
Spiccano i primati di Enna che, grazie alla sua altitudine,
registra il più basso indice di calore e la migliore circolazione
dell'aria, e di città come Cagliari o Catania dove ormai non si
rilevano più giorni freddi (sotto i 3 gradi di temperatura
percepita) all'anno.
Più caldo estremo: crescono gli eventi legati alle alte
temperature, si contano 17 ondate di calore annue (+5,5 rispetto
al 2010), 14 picchi di caldo estremo e circa 80 notti tropicali,
in forte aumento.
Piogge più violente ma meno frequenti: diminuiscono i giorni
piovosi ma aumentano le precipitazioni intense, con episodi
concentrati in poche ore.
Più siccità: aumentano i periodi consecutivi di siccità, arrivati
al 12% dei giorni annui senza pioggia (picchi fino al 19% in
alcune città del Sud).
Inverni più miti: crollano i giorni freddi e cresce lo zero
termico, segnale della progressiva riduzione della neve a bassa
quota.