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prontosoccorsoteUna vera e propria escalation di violenza nei confronti del personale sanitario. A denunciarla con forza è il NurSind, che accende i riflettori sulla situazione critica dei Pronto Soccorso della provincia di Teramo, dove negli ultimi tempi si sono moltiplicati episodi di aggressione.

Secondo il sindacato, nelle ultime settimane si sono registrati diversi casi, in particolare nei presidi di Giulianova e Sant’Omero, ai quali si aggiungono le aggressioni verbali che ormai rappresentano una costante quotidiana per medici, infermieri e operatori socio-sanitari.

Un quadro definito “insostenibile”, in cui gli operatori sono costretti a lavorare sotto pressione, esposti a rischi sia fisici che psicologici. “Non è più accettabile – sottolinea il NurSind – considerare la violenza come parte del lavoro o tollerarla in qualsiasi forma”.

Il sindacato chiede un rafforzamento immediato dei sistemi di sicurezza e vigilanza, ma evidenzia come questo non basti. Serve infatti un intervento più ampio, capace di incidere anche sul piano culturale e organizzativo.

Alla base delle tensioni, secondo il NurSind, ci sono anche le difficoltà strutturali dei Pronto Soccorso, sempre più affollati e con personale spesso insufficiente rispetto alla domanda di cure. Una situazione che genera frustrazione nei cittadini, ma che non può in alcun modo giustificare comportamenti violenti.

“Gli operatori sanitari non sono il bersaglio della rabbia dei pazienti – evidenzia il sindacato – ma professionisti che lavorano per garantire assistenza. Aggredire chi cura significa compromettere il servizio stesso e mettere a rischio la sicurezza di tutti”.

Da qui la richiesta di interventi su più fronti: aumento degli organici, maggiore sicurezza nei presidi sanitari e campagne di sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza, per spiegare il funzionamento del triage e le reali condizioni operative dei Pronto Soccorso.

Il NurSind ribadisce infine un principio chiaro: nessuna aggressione, né fisica né verbale, può essere giustificata. La tutela del personale sanitario deve essere una priorità per le istituzioni.

“È il momento di agire – conclude il sindacato – perché non si può più aspettare”.