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In queste ore, a Napoli, nella suggestiva cornice di Piazza del Plebiscito, è in corso la celebrazione nazionale del 209° anniversario della fondazione del Corpo di Polizia penitenziaria, un momento solenne che rende omaggio a donne e uomini in uniforme che, ogni giorno, operano al servizio dello Stato nei contesti più complessi e delicati.
Una ricorrenza che non si esaurisce nella dimensione nazionale, ma che trova una significativa prosecuzione anche sul territorio: domani, 19 marzo, la Casa Circondariale di Teramo celebrerà il proprio momento commemorativo, in una coincidenza carica di valore simbolico, quella con la Festa del Papà.
Una coincidenza tutt’altro che casuale, ma profondamente evocativa. La figura paterna richiama infatti il senso della guida, della responsabilità, dell’educazione. Ed è proprio in questa dimensione che si inserisce la missione costituzionale della Polizia penitenziaria, chiamata – in attuazione dell’art. 27 della Costituzione – non solo a garantire la sicurezza, ma anche a concorrere al percorso di rieducazione e reinserimento sociale della persona detenuta.
Come ha sottolineato il Sottosegretario di Stato alla Giustizia con delega alla Polizia penitenziaria, Andrea Delmastro Delle Vedove, si tratta di “uomini e donne in divisa che ogni giorno servono la Nazione senza mai arretrare di un millimetro; eroi invisibili che garantiscono la sicurezza dell’Italia nei contesti più difficili”. Parole che restituiscono con immediatezza il senso di un impegno quotidiano spesso silenzioso, ma essenziale per la tenuta del sistema Paese.
E proprio nel silenzio operoso si coglie il significato più autentico del Corpo, riassunto nel motto latino “Despondere spem munus nostrum”: garantire la speranza è il nostro compito.
Un messaggio che trova una rappresentazione concreta e potente anche nell’immagine scelta per accompagnare questa celebrazione: uno scatto realizzato lo scorso dicembre nel reparto di pediatria, dove un Sostituto Commissario Coordinatore, in uniforme, percorre un corridoio d’ospedale consegnando doni ai bambini ricoverati.
Un’immagine semplice, ma profondamente significativa.
In quel gesto si condensano i valori più alti della Polizia Penitenziaria: la vicinanza alla comunità, la capacità di essere presenza rassicurante anche al di fuori delle mura detentive, la dimensione umana di chi, pur operando in contesti difficili, non perde mai il contatto con il senso più autentico del servizio.
È l’immagine di un uomo in divisa che è anche padre, o che comunque incarna quella funzione di protezione, cura e responsabilità che richiama la figura paterna. È l’immagine di una Polizia che non è soltanto presidio di sicurezza, ma anche polizia di prossimità, capace di donare sorrisi, di costruire relazioni, di trasmettere valori.
In occasione di questo importante anniversario, il pensiero e l’augurio vanno a tutti gli appartenenti al Corpo, uomini e donne che con dedizione, professionalità e senso dello Stato affrontano ogni giorno sfide complesse, mantenendo saldo l’equilibrio tra sicurezza e umanità.
Un augurio che, nella giornata del 19 marzo, si intreccia simbolicamente con quello rivolto a tutti i padri, e a tutti coloro che, dentro e fuori il servizio, rappresentano un punto di riferimento, una guida, un esempio.
La cittadinanza è invitata a partecipare alla cerimonia che si terrà presso la Casa Circondariale di Teramo alle ore 15:00 alla presenza delle massime Autorità civili,religiose e militari della Provincia , occasione non solo di celebrazione, ma anche di riflessione sul ruolo fondamentale della Polizia Penitenziaria all’interno della società.
Perché dietro ogni uniforme c’è una storia, un impegno, una scelta di servizio.
E, soprattutto, c’è la volontà di non arretrare mai. Nemmeno di un millimetro.