In Abruzzo l’acqua costa sempre di più, ma continua a disperdersi lungo le reti. È una fotografia in chiaroscuro quella che emerge dal XXI Rapporto sul servizio idrico integrato di Cittadinanzattiva, diffuso in vista della Giornata mondiale dell’acqua: nel 2025 la spesa media per una famiglia abruzzese raggiunge i 533 euro l’anno, con un aumento del +10,7% rispetto al 2024, ben al di sopra della crescita media nazionale (+5,4%). Un dato che certifica un peso crescente sulle tasche dei cittadini, a fronte però di un sistema che continua a perdere risorse preziose. La dispersione idrica regionale, infatti, si attesta al 55,5%, superando di oltre dieci punti la media italiana (42,4%). Il caso più critico è quello di Chieti, dove si disperde oltre il 70% dell’acqua immessa in rete.
Bollette in crescita e forti divari territoriali
L’Abruzzo si colloca leggermente sopra la media nazionale di spesa (528 euro), ma con incrementi decisamente più marcati. All’interno della stessa regione, inoltre, permangono differenze significative tra i capoluoghi.
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L’Aquila è la città più cara con 642 euro annui
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Teramo la più economica con 479 euro
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Chieti e Pescara si attestano entrambe sui 506 euro
Riducendo i consumi da 182 a 150 metri cubi annui, una famiglia potrebbe risparmiare in media 93 euro, mentre il bonus sociale idrico garantisce un risparmio medio di circa 115 euro l’anno.
Dispersione idrica: il vero nodo irrisolto
Se le bollette crescono, il problema strutturale resta la perdita d’acqua lungo le infrastrutture. I dati Istat 2022, rielaborati da Cittadinanzattiva, mostrano una situazione critica:
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Chieti: 70,4% di dispersione
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L’Aquila: 68,9%
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Pescara: 54,8%
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Teramo: 27,9%
Numeri che evidenziano un sistema inefficiente, dove oltre la metà dell’acqua viene persa prima di arrivare ai rubinetti, con punte che superano i due terzi in alcune aree.
Un sistema sotto pressione
Il quadro che emerge dal Rapporto – realizzato nell’ambito del progetto “Vita da Generazione SpreK.O.” finanziato dal MIMIT – mette in luce una contraddizione evidente: mentre aumentano i costi per le famiglie, persistono criticità strutturali che incidono sulla qualità e sull’efficienza del servizio.
In vista della Giornata mondiale dell’acqua, il dossier rilancia dunque un tema centrale per il futuro del territorio: la necessità di investimenti sulla rete idrica, per ridurre sprechi e garantire un servizio sostenibile.
Perché, se da un lato le tariffe continuano a salire, dall’altro resta aperta una domanda fondamentale: quanta dell’acqua pagata dai cittadini arriva davvero a destinazione?

