Continua a destare forte preoccupazione la situazione del dissesto idrogeologico a Silvi Paese, dove il terreno non smette di muoversi e ora minaccia un’altra abitazione nella zona di via Santa Lucia. Il fenomeno, tutt’altro che stabilizzato, sta mostrando segnali di peggioramento che potrebbero rendere necessarie nuove evacuazioni a breve. A confermarlo è il sindaco Andrea Scordella, che parla di un quadro in evoluzione costante e attentamente monitorato da Comune, Provincia e Protezione civile regionale. Proprio nell’area più critica, a ridosso della frana già nota, una nuova casa è finita sotto osservazione: se il movimento del terreno dovesse intensificarsi, potrebbe scattare lo sgombero. Non si tratta di un caso isolato. Tra gennaio e febbraio, infatti, due abitazioni situate lungo la stessa cresta erano già state dichiarate inagibili e successivamente evacuate. Un segnale chiaro di come il fronte della frana stia progressivamente ampliandosi, rendendo insufficienti gli interventi tampone adottati finora. Parallelamente, resta alta l’attenzione anche lungo la provinciale 29B, in particolare nella zona di Fonte Vallescura, dove il cedimento del terreno ha causato un abbassamento dell’asfalto con ripercussioni sulla viabilità e sulle abitazioni limitrofe. Proprio questa mattina si è svolto un sopralluogo con tutti gli enti coinvolti per fare il punto della situazione. L’obiettivo è definire e approvare entro il 31 marzo il progetto definitivo necessario ad avviare i lavori e consentire la riapertura della strada nel più breve tempo possibile. Decisamente più complesso appare invece lo scenario di via Santa Lucia, dove il dissesto è continuo e richiede un controllo costante. I tecnici hanno già predisposto uno studio preliminare che stima un intervento compreso tra i 2 e i 2,5 milioni di euro, una cifra troppo elevata per essere sostenuta esclusivamente dal Comune. Per questo motivo l’amministrazione ha già avviato richieste di finanziamento alla Regione e al Ministero, con l’obiettivo di ottenere risorse straordinarie per affrontare un problema che ormai coinvolge più zone del territorio. Al momento si procede con misure di sicurezza temporanee, in attesa di un intervento strutturale capace di stabilizzare definitivamente il versante e garantire maggiore sicurezza a residenti e infrastrutture.

