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tribunale 1024x374Si chiude con un patteggiamento a sei mesi di reclusione, con pena sospesa, il caso del cane ucciso dal proprio proprietario a Torricella Sicura, trovato impiccato alla forca di un trattore. Una vicenda che aveva suscitato forte indignazione e che arriva ora a una conclusione giudiziaria, tra soddisfazione e polemiche. Determinante il ruolo di LNDC Animal Protection, che ha seguito il caso fin dall’inizio opponendosi per due volte alle richieste di archiviazione della Procura. Un’azione che ha consentito di arrivare al processo e, infine, al riconoscimento di responsabilità dell’imputato. L’uomo ha sostenuto che l’animale fosse già morto e che il trattore fosse stato utilizzato solo per sollevarne il corpo, a causa di problemi di salute. Una versione che non ha convinto, soprattutto alla luce delle immagini che mostravano il cane appeso e lasciato in condizioni ritenute degradanti, visibili anche al pubblico. L’associazione si è costituita parte civile e otterrà un risarcimento, ma evidenzia come la pena sia inadeguata rispetto alla gravità dei fatti. “Abbiamo evitato che tutto finisse nel silenzio – ha dichiarato la presidente Piera Rosati – ma sei mesi, peraltro sospesi, sono una risposta troppo debole per un gesto così crudele”. Sulla stessa linea Michele Pezone, responsabile Diritti Animali dell’associazione, che sottolinea i limiti del sistema sanzionatorio: la sospensione della pena, in assenza di precedenti, riduce di fatto l’efficacia della condanna. LNDC ribadisce comunque l’importanza del risultato ottenuto: il riconoscimento della responsabilità rappresenta un precedente significativo e un segnale contro ogni forma di violenza sugli animali. L’impegno, assicurano dall’associazione, proseguirà affinché episodi simili non restino impuniti.