
Dalla fine di un matrimonio durato circa vent’anni a un’aula di tribunale. È la vicenda che vede imputato un 50enne di Teramo, accusato di atti persecutori aggravati nei confronti dell’ex moglie. La rottura è avvenuta dopo che la donna ha confessato di aver intrapreso una relazione con un’altra donna, scegliendo così di porre fine al matrimonio. Una decisione difficile che ha portato prima alla separazione e poi al divorzio consensuale. Secondo l’accusa, da quel momento l’uomo avrebbe iniziato a perseguitarla con insulti, minacce e messaggi offensivi, arrivando anche a coinvolgere i tre figli minori con comunicazioni denigratorie nei confronti della madre. Un comportamento che si sarebbe protratto nel tempo, alimentando un clima di forte tensione familiare e portando al fallimento anche del percorso di mediazione. In aula, davanti alla giudice Martina Pollera, l’imputato ha respinto ogni accusa, sostenendo di non aver mai minacciato l’ex moglie e che i messaggi sarebbero stati alterati. Ha inoltre lamentato difficoltà economiche legate alla separazione e contestato alcune spese familiari. La vicenda, iniziata nel 2022, vede la donna costituita parte civile, mentre i figli sono rimasti al centro di un conflitto che ha segnato profondamente l’equilibrio familiare.

