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C’è chi va in podcast per promuovere un disco, chi per raccontare un libro. E poi c’è Elio, che riesce a trasformare una chiacchierata in una vera e propria dichiarazione d’amore… culinaria. Ospite della trasmissione “Discorsi in osteria” su GialloZafferano, insieme allo chef Cesare Battisti, il leader di Elio e le Storie Tese ha messo da parte per un attimo ironia e nonsense per tirare fuori una delle cose più serie della vita: le proprie radici. E, soprattutto, quello che ci si mangia sopra. Durante la chiacchierata, Elio ha raccontato con affetto delle sue origini abruzzesi, ricordando i nonni di Roseto degli Abruzzi. Non un dettaglio qualsiasi, ma una di quelle informazioni che spiegano tutto: perché certi sapori ti restano dentro, e perché basta nominarli per accendere la nostalgia. E infatti, nel giro di pochi secodni, il discorso è scivolato – inevitabilmente – sul cibo. Ma non su un piatto qualunque. Con entusiasmo quasi religioso, Elio ha celebrato le per lui mitiche Scrippelle ‘mbusse. Tra una battuta e l’altra, il racconto è diventato un viaggio sensoriale: il brodo fumante, la delicatezza delle scrippelle, il sapore di casa. Altro che rock demenziale: qui siamo nel territorio della memoria gastronomica più autentica. Il bello è che Elio resta sempre Elio. Anche mentre parla di cucina tradizionale, riesce a mantenere quel tono leggero e surreale che lo ha reso unico. Così, tra una risata e un ricordo, la conversazione con Battisti si è trasformata in qualcosa di più di una semplice intervista: una tavolata virtuale, dove il protagonista non era solo l’artista, ma anche il bambino che torna – almeno con la mente – nella cucina dei nonni. E alla fine viene da pensare che sì, puoi fare musica geniale, spettacoli iconici e carriera lunghissima. Ma basta nominare un piatto come le scrippelle ‘mbusse per riportarti subito al punto di partenza: dove tutto è iniziato, tra affetto, famiglia e un brodo che sa di casa.