Nuove analisi scientifiche rafforzano l’importanza del controllo costante del sistema idrico del Gran Sasso, evidenziando come il monitoraggio avanzato possa offrire informazioni cruciali sulle dinamiche sotterranee. Lo dimostra lo studio internazionale Scientific Reports, intitolato “Multi-sensor monitoring of a transient event in the Gran Sasso aquifer, Italy”, che ha approfondito un episodio anomalo avvenuto nell’agosto 2023 all’interno del massiccio. Il lavoro, frutto della collaborazione tra Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e diversi atenei italiani — tra cui le Università di Pisa, La Sapienza di Roma e L’Aquila — ha preso in esame un forte boato registrato da una sofisticata rete di sensori. I dati raccolti hanno permesso di ricostruire un fenomeno più ampio: non un evento isolato, ma l’esito di un processo iniziato mesi prima, strettamente legato alle variazioni del sistema idrico sotterraneo. In particolare, lo studio evidenzia come cambiamenti nei parametri delle acque — pressione, portata e altri indicatori — possano rappresentare segnali utili per interpretare le complesse dinamiche dell’acquifero del Gran Sasso. Questi risultati si inseriscono in un quadro operativo già attivo sul territorio, come quello portato avanti da Ruzzo Reti, impegnata da tempo in sinergia con INGV e con gruppi di ricerca dedicati allo studio dei precursori sismici. L’attività si traduce nell’installazione e gestione di sistemi di monitoraggio avanzati, tra cui stazioni multiparametriche e strumenti ad alta tecnologia per il controllo continuo delle acque destinate al consumo umano.
“Negli anni abbiamo investito con decisione nella costruzione di collaborazioni scientifiche con enti e università, convinti che il confronto con il mondo della ricerca sia fondamentale per innovare”, afferma la presidente Alessia Cognitti. “Oggi questa integrazione tra ricerca e gestione operativa è decisiva per affrontare le sfide legate alla sicurezza delle infrastrutture idriche e alla tutela delle fonti, confermando il valore strategico del Gran Sasso come riserva idrica essenziale per il territorio”.

