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Screenshot_2026-03-27_alle_05.23.04.pngNon più soltanto tir con doppifondi o
corrieri disposti a rischiare la vita: il narcotraffico sceglie sempre
più la via, apparentemente anonima, delle spedizioni postali. E'
quanto emerge da un'operazione congiunta dei Comandi provinciali della
Guardia di Finanza di Roma e Pescara, che ha portato
all'intercettazione, nella Capitale, di un ingente carico di droga
destinato ai mercati del Lazio e dell'Abruzzo. I finanzieri hanno
individuato e sequestrato - con provvedimento successivamente
convalidato dall'autorità giudiziaria - diversi plichi postali
contenenti complessivamente 20 chilogrammi di cocaina purissima e 5
chilogrammi di hashish. La sostanza stupefacente, confezionata con
particolare cura per eludere i controlli, viaggiava all'interno dei
normali circuiti, confusa tra migliaia di spedizioni lecite e diretta
alle piazze di spaccio della Capitale e del litorale adriatico.
"L'operazione - dice una nota della Finanza - si inserisce in un più
ampio piano di contrasto a una modalità criminale in forte espansione:
le organizzazioni sfruttano l'elevato volume di merci movimentate
quotidianamente dai corrieri privati per frazionare i carichi e
seguirne gli spostamenti in tempo reale, riducendo il rischio di
perdite complessive. Una strategia a cui le Fiamme Gialle rispondono
con un'intensificazione dei controlli nei centri di smistamento e
presso le società di logistica, anche grazie all'impiego di avanzate
analisi di rischio e delle unità cinofile". Lo stupefacente
sequestrato, una volta immesso sul mercato al dettaglio, avrebbe
garantito profitti elevatissimi: secondo una stima prudenziale, il
valore all'ingrosso supera il milione e mezzo di euro, ma la vendita
al dettaglio - considerato l'alto grado di purezza della cocaina,
suscettibile di essere ''tagliata'' - avrebbe potuto generare un giro
d'affari complessivo vicino ai 5 milioni di euro. Le indagini sono in
corso per risalire all'intera filiera criminale, dai mittenti ai
destinatari della droga.