

Dopo quasi dieci anni dal sisma che nel 2016 ha colpito il Centro Italia, la comunità di Campli ritrova uno dei suoi luoghi simbolo: torna infatti accessibile la chiesa di Santa Maria in Platea, oggetto di un importante intervento di restauro e adeguamento sismico. La riapertura ufficiale è fissata per sabato 28 marzo 2026. Alle ore 12 si terrà la celebrazione liturgica inaugurale, presieduta dal vescovo della diocesi di Teramo-Atri, Lorenzo Leuzzi. Nel pomeriggio, alle 18, è prevista una seconda funzione con la tradizionale benedizione delle palme, in vista dell’inizio della Settimana Santa. La diocesi ha espresso riconoscenza verso tutte le istituzioni, le imprese e i professionisti coinvolti, sottolineando come il rispetto dei tempi abbia consentito la restituzione dell’edificio proprio in occasione delle celebrazioni pasquali. Il cantiere, aperto nel novembre 2023 nell’ambito delle procedure previste dall’ordinanza 105 del 2020 per la ricostruzione degli edifici di culto, ha riguardato in particolare il miglioramento sismico della struttura. Gli interventi hanno incluso il consolidamento delle murature, lo studio dei meccanismi di cedimento e l’installazione di sistemi di rinforzo come catene tiranti e cerchiature, eliminando così le principali criticità strutturali. Parallelamente, si è intervenuti sulle volte e sulle coperture, oltre che sugli aspetti artistici: restaurate le facciate, gli ambienti interni decorati con dipinti murali e il soffitto ligneo. I lavori sono stati eseguiti dalla ditta Gavioli Restauri Srl di Montorio al Vomano. Il finanziamento pubblico è stato concesso attraverso un decreto del commissario straordinario alla ricostruzione, sulla base dell’approvazione progettuale maturata in sede di Conferenza permanente. Numerosi gli enti coinvolti nel processo autorizzativo e di coordinamento, tra cui diversi ministeri, la Regione Abruzzo, la Provincia di Teramo e il Comune di Campli. Committente dell’opera è stata la diocesi di Teramo-Atri, guidata dal vescovo Leuzzi. Il coordinamento tecnico è stato affidato all’ingegnere-architetto Antonio Masci, mentre la progettazione architettonica e la direzione dei lavori sono state curate dall’architetto Simona Polidoro. Il progetto di restauro porta la firma di Marialuigia Lucci, affiancata da un team di specialisti tra cui il geologo Giuseppe Ricci e il collaudatore Alberto Cocciglia. Nel territorio comunale proseguono intanto altri interventi legati alla ricostruzione post-sisma: sono in corso i lavori nella chiesa di San Giovanni Battista a Castelnuovo e quelli di restauro artistico nella chiesa di San Giacomo Apostolo dei Cappuccini.

