Nuovo sopralluogo tecnico-istituzionale sulla frana che ha colpito Silvi Paese. L’ispezione è stata effettuata su richiesta del Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri, della Presidenza della Regione Abruzzo e dell’Agenzia di Protezione Civile regionale. Le operazioni sono iniziate alle ore 13 lungo il tratto interessato dal movimento franoso, con il supporto di droni dotati di telecamere per il monitoraggio in tempo reale, messi a disposizione dal Comando provinciale dei Vigili del Fuoco di Teramo. L’obiettivo è stato quello di analizzare l’evoluzione del fenomeno e definire le prossime azioni da intraprendere. Al sopralluogo hanno preso parte numerosi rappresentanti istituzionali, tecnici ed esperti del settore. Per la Regione Abruzzo erano presenti Francesco Mora e Giancarlo Misantoni del Dipartimento Infrastrutture e Trasporti, insieme a Stefano Cianciotta del Gabinetto della Presidenza. Per l’Agenzia regionale di Protezione Civile ha partecipato Maurizio Scelli. In rappresentanza della Provincia di Teramo hanno preso parte Camillo D’Angelo e Francesco Ranieri. Per il Comune di Silvi erano presenti il sindaco Andrea Scordella, la vice sindaca Luciana Di Marco, Mario Cerroni dell’area tecnica, Gianpaolo Lella, Carlo Durante della Protezione Civile comunale e Vito Partipilo. Presenti anche Claudia Gugliotti della Polizia Locale. Al sopralluogo hanno contribuito anche esperti accademici: Nicola Sciarra dell’Università di Chieti e, per l’Università degli Studi di Firenze – Centro per la Protezione Civile, Nicola Casagli, Riccardo Fanti, Emanuele Intrieri e Teresa Nolesini. Dalle prime valutazioni emerge che la frana rappresenta un evento di dissesto idrogeologico di rilevante entità, inserito in un contesto territoriale caratterizzato da fragilità geomorfologica già nota ma non adeguatamente affrontata con interventi di prevenzione proporzionati. L’assenza di vittime è stata sottolineata come un risultato importante, frutto dell’efficacia del sistema di monitoraggio e delle evacuazioni preventive attivate dall’amministrazione comunale e dalla Protezione Civile regionale sin dalle prime avvisaglie del fenomeno, risalenti allo scorso gennaio. Pesante però il bilancio dei danni: tre edifici distrutti, diciotto abitazioni coinvolte, trentadue persone costrette a lasciare le proprie case e l’interruzione di una viabilità considerata strategica per il territorio. Una situazione che, secondo i tecnici, impone ora un cambio di approccio: dalla gestione emergenziale a una pianificazione strutturale della riduzione del rischio idrogeologico. Il fenomeno, inoltre, non può essere considerato concluso. Non si escludono infatti nuove accelerazioni del movimento franoso in relazione alle precipitazioni previste nelle prossime ore e nei giorni a venire. Tra le priorità individuate nell’immediato figurano il completamento del sistema di monitoraggio strumentale, la definizione precisa della geometria del corpo di frana attraverso indagini geologiche in corso e la riduzione dell’apporto idrico sul versante, anche intervenendo sulle reti acquedottistiche e fognarie. Solo una diagnosi dettagliata – sottolineano gli esperti – potrà consentire la progettazione di interventi di consolidamento realmente efficaci, evitando soluzioni non adeguate che rischierebbero di non risolvere il problema. Il capo della Protezione Civile abruzzese, Scelli: «Dobbiamo fare squadra, nessuna polemica, inutile ragionare coi "si poteva", in questi due mesi si è lavorato con attenzione e umanità: nessuno si è fatto male, nessuno ha corso rischi, il Sindaco non è stato lasciato solo, così come nessuna delle persone coinvolte... a Paolo Di Bernardo va il mio pensiero più sentito, non potremi restituirgli la figlia scomparsa due anni fa, ma la memoria e la speranza quelle gliele restituiremo tutti insieme»

