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90096.jpgL’Unione degli Universitari di Teramo accoglie con grande soddisfazione il risultato ottenuto con la revisione del sistema contributivo d’ateneo, che ha portato all’innalzamento della no-tax area da 24.000 a 26.000 euro di ISEE. Un traguardo significativo, soprattutto perché rappresenta il primo caso tra i principali atenei abruzzesi. Non si tratta di una modifica marginale, ma di un intervento concreto a sostegno del diritto allo studio. L’ampliamento della soglia di esenzione permette infatti a un numero maggiore di studentesse e studenti di accedere all’università senza il peso delle tasse, incidendo su quelle condizioni economiche che ancora oggi determinano chi può permettersi di proseguire gli studi. La misura affronta direttamente una criticità strutturale: il costo dell’istruzione universitaria come elemento di selezione sociale. Elevare la no-tax area significa ridurre questo divario, orientando il sistema verso una maggiore equità e ribadendo che l’università deve essere accessibile a tutti, non riservata a chi dispone di maggiori risorse.

Il provvedimento assume un valore ancora più rilevante nell’attuale contesto economico, segnato dall’aumento del costo della vita e dalle crescenti difficoltà delle famiglie nel sostenere anche le spese essenziali. Intervenire sulle soglie ISEE oggi significa quindi dare una risposta concreta a un bisogno diffuso nella popolazione studentesca.

L’innalzamento della no-tax area si inserisce inoltre in una riforma più ampia fondata sul principio della progressività. La rimodulazione dei contributi per le fasce con ISEE più elevati, a partire dai 70.000 euro, va nella direzione di una redistribuzione più equa: alleggerire il carico per chi ha meno e chiedere un contributo maggiore a chi ha di più. Un’impostazione ritenuta necessaria per rafforzare il carattere pubblico dell’università senza gravare su chi è già in difficoltà.

L’Unione degli Universitari di Teramo rivendica il lavoro svolto all’interno degli organi accademici, che ha riportato al centro del dibattito il tema dell’equità e lo ha tradotto in un risultato concreto. Allo stesso tempo, viene riconosciuto il ruolo del Rettore, professor Christian Corsi, e della governance dell’ateneo, che hanno mostrato apertura al confronto e attenzione verso le istanze studentesche.

Particolarmente apprezzata è la scelta coraggiosa compiuta in un territorio che deve confrontarsi con la concorrenza di università più grandi o telematiche, e in una fase storica segnata dal sottofinanziamento dell’università pubblica.