Il maltempo torna a mettere in ginocchio il territorio teramano e la situazione, nel giro di poche ore, è precipitata. A lanciare l’allarme è il presidente della Provincia di Teramo, Camillo D’Angelo, che parla apertamente di emergenza. «Ieri la situazione era già drammatica, ma nella notte è peggiorata ulteriormente», spiega. Le squadre della Provincia hanno lavorato senza sosta insieme alle imprese per fronteggiare smottamenti e criticità diffuse, ma il quadro attuale è ancora più grave: «Siamo al triplo rispetto a ieri, con oltre 30 strade compromesse e circa 15 tratti a rischio chiusura». Il rischio più concreto è quello dell’isolamento di intere aree interne. Le criticità, inizialmente concentrate nelle zone collinari, si stanno estendendo anche alla fascia montana. Tra i territori più colpiti vengono indicati San Giorgio, Montorio al Vomano, Campli, Bisenti e Valle Castellana, ma l’emergenza è ormai diffusa su gran parte della provincia, con esclusione quasi totale della fascia costiera. «Non sappiamo da dove iniziare, il problema è esteso ovunque», ammette il presidente, sottolineando come sin dalle prime ore del mattino sia stato attivato un coordinamento continuo con sindaci e tecnici per stabilire le priorità di intervento e cercare di ripristinare condizioni minime di sicurezza. La pioggia incessante continua a causare frane, caduta massi e smottamenti, aggravando una situazione già compromessa. Per questo la Provincia ha già richiesto lo stato di calamità e stima in almeno due milioni di euro le risorse urgenti necessarie per i primi interventi di messa in sicurezza. «Servono somme straordinarie subito, per liberare le strade e intervenire nelle zone a rischio crollo», evidenzia D’Angelo. L’allerta resta alta anche per le prossime ore. Le previsioni indicano il persistere delle precipitazioni fino alla notte, con il rischio di un ulteriore peggioramento. L’invito alla popolazione è chiaro: «Uscire solo se strettamente necessario e limitare gli spostamenti per ridurre i rischi». Intanto resta sotto osservazione anche la situazione della frana a Silvi, dove alcune palazzine sono state evacuate. L’area è attualmente interdetta e, proprio per l’assenza di persone, non rappresenta al momento una priorità operativa, mentre proseguono gli accertamenti anche sul fronte giudiziario per chiarire eventuali responsabilità. Un’emergenza definita «inaspettata per la portata dei danni», ma che ora impone risposte rapide per evitare conseguenze ancora più gravi su un territorio già fragile.


