Scuola chiusa, studenti lontani dalle aule e un paese che resta sospeso, in attesa di capire cosa accadrà. A Silvi Alta l’emergenza frana continua a segnare la quotidianità, tra paura, incertezza e una stima dei danni che cresce fino a sfiorare i 10 milioni di euro per la fase post-disastro. I 114 bambini della scuola dell’infanzia e della primaria non torneranno in classe neanche nei prossimi giorni: la sospensione delle lezioni è stata prorogata fino a domenica. Una decisione che pesa sulle famiglie ma che appare inevitabile, vista la posizione dell’edificio scolastico, a poche decine di metri dal costone interessato dal movimento franoso. Nessun cedimento è stato registrato in quell’area, ma l’evacuazione è scattata comunque per precauzione. Oggi è previsto un confronto tra il Comune e la dirigenza scolastica per individuare soluzioni alternative. Tra le ipotesi, l’utilizzo di locali nella frazione di Pianacce, mentre si guarda già più avanti: serviranno mesi per avere i moduli provvisori promessi dalla Protezione civile. L’obiettivo dichiarato dal sindaco Andrea Scordella è riuscire ad averli pronti per l’inizio del prossimo
anno scolastico.
Nel frattempo, la priorità resta la sicurezza. I tecnici stanno monitorando costantemente il terreno grazie ai sensori installati sugli edifici sopra il costone. I primi dati arriveranno nei prossimi giorni, ma il sindaco non nasconde le preoccupazioni: anche in assenza di movimenti, l’idea di riportare i bambini in quella scuola non rassicura nessuno. Intorno alla vicenda cresce anche il numero degli sfollati, arrivati a 47. Ci sono le famiglie che hanno perso la casa nella frana, quelle evacuate per sicurezza vicino alla scuola e altre allontanate dopo smottamenti minori in zone limitrofe. La comunità si è stretta attorno a loro, tra solidarietà e supporto delle istituzioni, presenti sul territorio nei giorni dell’emergenza. Sul fronte economico, il conto si fa sempre più pesante. Le prime stime parlavano di circa 4 milioni di euro per la messa in sicurezza, ma ora il quadro è cambiato: tra ricostruzione, delocalizzazioni e interventi sulla viabilità, si ipotizza una cifra complessiva vicina ai 10 milioni di euro. Una richiesta che confluirà nello stato di emergenza nazionale insieme ai danni provocati dal maltempo in diverse regioni del Centro-Sud. E mentre Silvi Alta prova a fare i conti con la ferita aperta della frana, il resto della provincia di Teramo resta alle prese con altre criticità: smottamenti lungo le strade e problemi alla rete idrica, con disagi diffusi in numerosi comuni. Un quadro complesso che rende ancora più evidente quanto lungo sarà il percorso verso il ritorno alla normalità. L'Abruzzo ha chiesto il riconoscimento dello stato di calamità naturale.

