Una segnalazione formale per sollecitare interventi concreti e coordinati a favore di un ragazzo di 13 anni affetto da autismo di II/III grado. È quella inviata dal Tribunale del Malato di Teramo a diversi enti del territorio, tra cui l’Unione dei Comuni “Le Terre del Sole”, il Comune di Roseto degli Abruzzi, la Asl di Teramo e l’Ufficio scolastico provinciale. Al centro della vicenda la richiesta avanzata dalla madre del minore, Claudia Spielrein Guizzardi, che ha portato all’attenzione delle istituzioni una situazione ritenuta non pienamente conforme a quanto previsto dalla normativa vigente. Il caso, negli ultimi giorni, ha trovato spazio anche sulle cronache regionali.
Nel documento si richiama la sperimentazione del decreto legislativo n. 62 del 2024, attualmente in corso nella provincia di Teramo e destinata a entrare a regime dal 1° gennaio 2027. La normativa introduce, tra gli strumenti principali, il cosiddetto “progetto di vita”, un percorso condiviso tra famiglia ed enti pubblici finalizzato a garantire un’assistenza personalizzata.
Secondo quanto evidenziato dal Tribunale del Malato, questo percorso non sarebbe stato ancora attivato nel modo previsto. In particolare, si sottolinea la necessità di individuare un “accomodamento ragionevole” per il minore, inserito però all’interno di un progetto strutturato e sottoscritto da tutti i soggetti coinvolti.
Critiche vengono mosse anche alla risposta fornita dal Comune di Roseto degli Abruzzi, che avrebbe negato l’aumento di due ore di assistenza motivandolo con la carenza di risorse economiche. Una giustificazione ritenuta non più adeguata alla luce delle nuove disposizioni normative.
Da qui l’invito alle istituzioni a convocare un tavolo di confronto operativo, anche in assenza di una richiesta formale da parte dei cittadini, per affrontare in modo tempestivo e coordinato le esigenze del minore e della sua famiglia. L’obiettivo è costruire un percorso concreto, capace di rispondere ai bisogni presenti ma anche di programmare il futuro.
Nel documento si evidenzia inoltre la carenza, a livello regionale, di strutture adeguate nel caso in cui si rendesse necessario un ricovero specialistico, auspicando un intervento della Regione per colmare questa lacuna.
Pur riconoscendo le difficoltà legate alla fase sperimentale della riforma, il Tribunale del Malato invita tutte le istituzioni coinvolte a cogliere questa fase come un’opportunità per migliorare il sistema di assistenza e arrivare preparati all’entrata in vigore definitiva della normativa.
Infine, l’appello a una maggiore sensibilità e collaborazione nei confronti delle famiglie che affrontano quotidianamente le difficoltà legate alla disabilità, con la richiesta di un riscontro rapido e concreto da parte degli enti destinatari della segnalazione.

