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Screenshot_2026-04-08_alle_05.11.02.pngPrime, seppur parziali, ammissioni davanti al giudice, nell’interrogatorio di garanzia di Nicolò Galantini, 25 anni, originario di Tortoreto e residente a Martinsicuro, finito al centro dell’inchiesta che lo indica come il presunto “Unabomber d’Abruzzo”. Il giovane — collegato dal carcere di Rebibbia — ha deciso di rispondere alle domande, offrendo una versione che, secondo quanto riportato dal Messaggero, conterrebbe aperture solo su alcuni aspetti delle accuse. Secondo gli inquirenti, Galantini — noto online con il nickname “NatureBuild” — avrebbe utilizzato i social per diffondere contenuti volti a istruire altri utenti nella realizzazione di armi, anche tramite stampanti 3D, raggiungendo un pubblico molto ampio, stimato in circa 200mila follower. Materiale che, sempre secondo l’accusa, avrebbe potuto favorire azioni violente contro obiettivi simbolici del progresso tecnologico, come data center e società finanziarie statunitensi. Tra gli elementi ricostruiti, anche il possibile percorso di radicalizzazione del giovane, che nelle chat avrebbe fatto riferimento a un episodio di inquinamento avvenuto nei pressi della propria abitazione come momento determinante per la nascita della sua sensibilità ambientalista.

Foto: elaborazione AI - certastampa digital