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Screenshot_2026-04-08_alle_14.27.06.pngUna nuova valanga ha colpito nei giorni scorsi, come noto, i Prati di Tivo e riaccende le polemiche su un sistema di sicurezza mai completato. A sollevare il caso è l’amministratore del condominio "Prati di Tivo" , Enzo Goffredo Clementoni, che ha inviato una segnalazione formale a Prefettura, Regione, Protezione civile e magistratura contabile, denunciando gravi inadempienze nella gestione del rischio valanghivo sul versante del Gran Sasso. L’episodio risale alla mattina del 2 aprile 2026, quando una massa nevosa di grandi dimensioni si è staccata in prossimità della seggiovia quadriposto, travolgendo l’area del residence. La neve, accumulatasi fino a oltre due metri e mezzo nelle 48 ore precedenti, ha invaso la Strada Provinciale 43-bis raggiungendo il complesso residenziale e causando danni a garage e balconi. Solo per effetto dell’ordinanza di evacuazione firmata il giorno prima dal sindaco di Pietracamela, Antonio Villani, non si registrano feriti. Non è la prima volta. Un evento analogo si verificò già il 18 gennaio 2017, quando la neve penetrò all’interno di diversi appartamenti. Anche allora, l’assenza di vittime fu dovuta a un’evacuazione preventiva. Proprio dopo quell’episodio, la Regione Abruzzo finanziò con oltre un milione e mezzo di euro l’acquisto di un sistema antivalanghe O’Bellx, composto da capsule esplosive telecomandate per il distacco controllato della neve. Il sistema, installato e collaudato nel 2020, subì però danni poco dopo: tre capsule vennero distrutte da una valanga. Nel 2022 la Provincia di Teramo riposizionò nove dispositivi e acquistò quelli sostitutivi, ma – secondo quanto denunciato – i moduli non sarebbero mai stati reinstallati, rimanendo inutilizzati in magazzino nonostante le piattaforme di ancoraggio già presenti sul versante. Alla base dello stallo, secondo l’esposto, vi sarebbero ritardi amministrativi e mancate autorizzazioni, tra cui quella sismica per le fondazioni, oltre all’assenza di un affidamento formale per la gestione dell’impianto e dei fondi necessari al suo funzionamento. Un passaggio chiave sarebbe avvenuto il 31 luglio 2025, quando in un tavolo istituzionale si concordò il trasferimento del sistema al Comune entro settembre dello stesso anno. Trasferimento che, tuttavia, potrebbe non essersi mai perfezionato. Particolarmente rilevante, evidenzia Clementoni, è una comunicazione interna del 29 dicembre 2025 in cui gli uffici regionali confermavano di essere ancora in attesa che la Provincia completasse il posizionamento definitivo degli O’Bellx, a pochi mesi dall’evento valanghivo. Da qui la richiesta di accertamenti: verificare le responsabilità per il mancato ripristino del sistema, controllare la gestione dei fondi pubblici – pari a quasi 1,9 milioni di euro complessivi – e valutare eventuali danni erariali. Contestualmente si sollecita un intervento urgente per rendere operativo il sistema prima della prossima stagione invernale, oltre al riconoscimento dei danni subiti dai condomini. La vicenda, rilanciata anche da diverse testate locali, riporta al centro dell’attenzione la sicurezza della località montana teramana e il tema, ancora irrisolto, della prevenzione del rischio valanghe in un’area già colpita in passato. I residenti, intanto, annunciano possibili azioni legali in sede civile e penale.