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Screenshot_2026-04-12_alle_10.42.54.pngA certificare lo scoppio della guerra nella Lega Abruzzo, è stato questa mattina un lungo articolo di Abruzzoweb, che ha svelato i contorni di uno scontro che ha varcato le porte delle sedi di partito ed è divenuto, come si suol dire, di pubblico dominio. Anzi: in pasto ai social, visto che è su un post facebook che è arrivata la prima bordata di risposta all’attacco del rientrato Bellachioma.
Ma andiamo per ordine, cominciando dal casus belli perché ogni guerra, per quanto preparata o sopita, trattenuta o nascosta, poi esplode sempre per un motivo preciso.
In questo caso, il motivo è l’ntervista video rilasciata in riva al mare dallo stesso Bellachioma a “Certastampa” quando, al microfono della nostra direttrice Elisabetta Di Carlo, dopo aver sottolineato che il suo ritorno non è “a gamba tesa, ma neanche con il cappello in mano”, alla domanda sul suo rapporto con D’Eramo, l’ex onorevole sciabola una risposta che non lascia spazio al dubbio: «..non porto rancore a nessuno, dico solo questo: ho cambiato la vita di molte persone e da queste avrei preteso non dico il riconoscimento, ma almeno il rispetto».
Parole che, in casa Lega, suonano come una dichiarazione di guerra, scatenando reazioni a tutti i livelli, sfociate poi in un post proprio del sottosegretario Luigi D’Eramo, che ieri sera ha pubblicato un post durissimo: «Il commerciante di morte parla di vita, ovvero parla di politica e quindi della vita di ogni giorno! E polemizza, per mezz’ora di visibilità, con chi la vita, e quindi la politica, la canta. Si torna così all’ossimoro di qualche anno fa e questo è un male per tutta la comunità. No a zone grigie, no all’improvvisazione, no al folclore, no all’incoerenza, no all’incapacità! Sempre dalla parte della morale, della legalità, della giustizia e del bene comune».
È vero, Bellachioma non viene citato, ma intuire che quel “commerciante di morte” sia l’appena rientrato ex onorevole, titolare di un’impresa di pompe funebri, non è certo difficile. Adesso, è guerra dichiarata, ma siamo solo all’inizio, e mentre c’è chi invoca un chiarimento riappacificatore, si affilano le armi, in vista soprattutto delle prossime scadenze elettorali.
Per chi se la fosse persa, questa è l'intervista divenuta casus belli