×

Avviso

Non ci sono cétégorie

Screenshot_2026-04-13_alle_05.35.50.png
Resti umani che riaffiorano dal terreno e finiscono, incredibilmente, nelle mani di visitatori come insoliti souvenir. È quanto sta accadendo nell’area della riserva naturale di Punta Aderci, dove negli ultimi tempi sono tornati alla luce frammenti di scheletri sepolti da secoli. Il fatto, raccontato dal Centro, riporta alla memoria già precedenti segnalazioni che, negli ultimi dieci anni, sono approdate all’attenzione delle cronache locali. Il fenomeno sarebbe legato ai cambiamenti morfologici dell’area, iniziati con il crollo del costone avvenuto il 17 marzo 2006. In quell’occasione, una porzione di circa venti metri di falesia si staccò, modificando in modo significativo il profilo della costa. Da allora il terreno continua a subire trasformazioni che, con il tempo, stanno riportando in superficie ciò che era stato sepolto. Secondo alcune ricostruzioni storiche, proprio in quella zona, all’inizio dell’Ottocento, vennero sepolte numerose vittime di un’epidemia di tifo. Per motivi sanitari e per contenere il contagio, i corpi furono interrati in un’area allora isolata e poco frequentata. Oggi, a distanza di oltre due secoli, quei resti riemergono e c’è chi, passeggiando, pensa bene di riportarseli a casa come ricordo della gita. L’horror va di moda, no?

foto: elaborazione AI - certastampa digital