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Screenshot_2026-04-13_alle_10.52.09.pngUn ragazzo di appena 17 anni è stato fermato questa mattina dalla Polizia di Stato nell’ambito di un’indagine su ambienti estremisti online. Il giovane, residente a Sant’Egidio alla Vibrata, è stato trasferito in una comunità per minori su disposizione dell’autorità giudiziaria. L’operazione è stata condotta dagli agenti della Digos di Teramo, con il supporto della Digos dell’Aquila, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale per i Minorenni dell’Aquila. Il provvedimento è stato richiesto dalla Procura minorile, che contesta al ragazzo reati gravi, tra cui propaganda e istigazione a delinquere per motivi di odio razziale, etnico e religioso, oltre all’addestramento con finalità di terrorismo. Le indagini erano partite nei mesi scorsi, quando gli investigatori avevano individuato attività sospette sui social network riconducibili al giovane. In particolare, il 17enne avrebbe diffuso contenuti legati al suprematismo e all’ideologia cosiddetta “accelerazionista”, che teorizza il collasso della società attraverso azioni violente. Una perquisizione disposta dalla Procura aveva portato al sequestro dei dispositivi informatici in uso al minore. L’analisi successiva ha permesso di rinvenire un ingente quantitativo di materiale: documenti di propaganda neonazista, contenuti estremisti di matrice anche islamica e manuali operativi per la costruzione e l’utilizzo di armi. Tra i file trovati, anche istruzioni dettagliate per realizzare armi da fuoco con stampanti 3D, tecnologia di cui il ragazzo disponeva concretamente. Gli inquirenti hanno inoltre individuato guide per assemblare una pistola semiautomatica e tutorial per la realizzazione di una canna calibro 9x19 mm. Non solo: tra i contenuti sequestrati figurano testi che descrivono azioni violente, con indicazioni precise sulle modalità di aggressione e sulle parti del corpo da colpire. In alcuni casi, si tratta di veri e propri manuali che incitano alla violenza estrema e ad atti di terrorismo. Elementi particolarmente inquietanti sono emersi anche dalle chat analizzate dagli investigatori. In alcune conversazioni, sarebbero state condivise pratiche di natura satanica, tra cui rituali violenti contro persone considerate “inferiori”, con l’obiettivo di favorire una presunta società superiore. Tra i materiali recuperati anche un video, della durata di oltre otto minuti, che illustra passo dopo passo la costruzione di una bomba molotov funzionante. Nel corso delle indagini è emersa inoltre una minaccia esplicita: in una chat su Telegram, il giovane avrebbe dichiarato l’intenzione di accoltellare una persona a Bergamo, ripetendo più volte il proposito. Secondo gli inquirenti, l’intervento tempestivo ha consentito di interrompere una possibile escalation. L’attività investigativa è stata coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni dell’Aquila, guidata dal procuratore David Mancini, e condotta dalla Digos di Teramo.