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Lo chiamavano “oro rosso”, per il colore del gasolio da riscaldamento venduto a prezzi particolarmente competitivi anche a clienti pubblici. Dietro quel prezzo vantaggioso, però, si nascondeva un sistema fraudolento basato sulla sottrazione di carburante durante l’erogazione, resa possibile dalla manomissione dei contalitri installati sugli automezzi della ditta, a fronte di documentazione formalmente regolare. Il meccanismo consentiva di accumulare quantitativi di prodotto non contabilizzati, poi immessi in un circuito parallelo di vendita “in nero”. Il gasolio veniva ceduto a distributori locali, che lo miscelavano con carburante per autotrazione regolarmente stoccato, ottenendo così un doppio vantaggio: da un lato l’evasione fiscale sui proventi, incassati esclusivamente in contanti, dall’altro il mancato pagamento delle accise, sfruttando la differenza di aliquota tra gasolio da riscaldamento e quello destinato ai veicoli.

L’operazione, condotta dalla Guardia di Finanza con l’impiego di 50 militari, ha portato a perquisizioni tra Abruzzo e altre città italiane. Nel mirino l’imprenditore ritenuto ideatore della frode, formalmente residente in Svizzera e considerato un “fantasma fiscale”, e altri 14 indagati tra le province di L’Aquila, Pescara, Milano e Roma. Determinante anche il supporto dello SCICO, con unità specializzate e cani “cash dog” per la ricerca di denaro nascosto. Il bilancio è pesante: sequestrati quattro veicoli di lusso — tra cui Ferrari “Roma” e “Purosangue”, Porsche Macan e Audi RS6 — per un valore complessivo di circa un milione di euro, oltre a orologi di pregio (Rolex, Audemars Piguet, Breguet), 41mila euro in contanti e quattro automezzi aziendali dotati dei misuratori manomessi. I beni sequestrati rappresentano anche una prima garanzia rispetto al debito con l’Erario, già stimato in circa 10 milioni di euro. Nei confronti degli indagati vengono contestati, a vario titolo, i reati di associazione per delinquere, sottrazione al pagamento delle accise sui prodotti energetici, frode nelle pubbliche forniture, ricettazione, omessa dichiarazione e autoriciclaggio.