
È morta in ospedale per una porta chiusa. Per questo, i parenti hanno avviato un’azione civile per ottenere giustizia. La richiesta avanzata davanti al tribunale dell’Aquila supera il milione di euro e, come riporta il Centro, punta a chiarire eventuali responsabilità legate alla gestione del caso in ospedale. La vicenda riguarda una paziente di 65 anni morta il 3 novembre 2020 nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale San Salvatore dell'Aquila. Secondo quanto sostenuto dagli eredi, il decesso sarebbe stato causato da una serie di criticità organizzative e da ritardi nei soccorsi, elementi che avrebbero compromesso la possibilità di salvarle la vita. Al centro della contestazione vi è, in particolare, la gestione della porta della stanza in cui la donna era ricoverata per Covid. Una porta che si sarebbe bloccata, impedendo ai sanitari un facile accesso, per soccorrerla nel momento di una crisi respiratoria. Invece, furono costretti a sfondarla, con un ritardo rivelatosi decisivo.
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