Chi dice donna… dice Giunta. Quello delle “quote rosa”, tra i tanti, è forse il tassello più complicato del puzzle politico della rinascente gianguideria, chiamata a governare la città nei prossimi due anni, fino alla scadenza naturale del mandato di D’Alberto, sempre che non decida di candidarsi prima al Parlamento, ma questa è un’altra storia. Per ora, restiamo a Teramo. C’è da nominare una nuova Giunta, oltre che un direttore generale e sostituire la segretaria (come la triade Mariani - D’Angelo - Cavallari) ha chiesto - scripta manent - per lettera al Primo Cittadino, e gli ha anche chiesto, sarebbe meglio dire: imposto, di farlo a tappe forzate, azzeramento entro domenica 19 e nuova Giunta entro domenica 26. Per la prima data, habemus annunciazionem (mi perdonino i Padri latini), per il secondo habemus … tanta incertezza. Perché se nell’incastro delle assegnazioni, cioè del quanti posti toccano a chi, una quadra alla fine la si può trovare, è in quello delle quote rosa che tutto si complica. Le donne, infatti, dovranno essere almeno quattro, con una Giunta a nove… certo, potrebbero bastarne tre in una Giunta a sette, ma che D’Alberto tagli il numero delle poltrone, con tutte le esigenze da soddisfare, è altamente improbabile. Quindi, serviranno quattro donne, visto che - secondo i rumors - la lista Bella Teramo del consigliere regionale Giovanni Cavallari non riconfermerebbe l’appoggio alla Tullii e alla Ferri (che se ne va per scelta), preferendo al loro posto l’esterno Sciamanna, e che la lista Teramo in Comune del Presidente della Provincia Camillo D’Angelo non riconferma l’appoggio a Mimmo Sbraccia e Graziella Cordone, chiedendo un posto per Bartolini.
Primo riepilogo: riconfermati sicuri (secondo noi), sono Stefania Di Padova, Antonio Filipponi e Marco Di Marcantonio. Ingressi possibili: Sciamanna e Bartolini. Siamo a cinque, mancano quattro nomi, tre dei quali vanno declinati al femminile.
A chiudere la quota maschile, potrebbe essere Simone Mistichelli, espressione di Italia Viva, che consentirebbe a D’Alberto di continuare sulla strada dell’abbandono di quel civismo che ha funzionato in campagna elettorale, ma molto meno in Consiglio, i partiti sono più affidabili.
C'è però anche Valdo Di Bonaventura, pronto a rientrare, ma la quadra la si potrebbe trovare rimettendo sul piatto anche la presidenza del Consiglio, ora affidata a Melarangelo in quota PD. Se andasse a Bartolini, sarebbe chiuso il cerchio. E adesso, le donne.
Se Cavallari, come sembra, non chiederà un posto per le sue giovanissime Liouras e Contrisciani , e D’Angelo, come pare, ha “perso” Valeria Di Giandomenico, avvicinatasi ad altri gruppi, allora il “gioco” consiliare si riduce a tre nomi: Sara Falini (che però non ha un gruppo che la sostiene), Valentina Papa (che un gruppo ce l’ha, Insieme Possiamo, ma col quale è in rotta da tempo) e Deborah Fantozzi, che un gruppo sulla carta non ce l’avrebbe, visto che Teramo Vive di fatto non esiste più, ma gode di appoggi trasversali importanti.
Dunque, confermata la Di Padova, la seconda donna potrebbe essere proprio la Fantozzi. E poi? Poi, si sta cercando all’esterno, è stata sondata la responsabile dell’ufficio scolastico Moschella, che ha rifiutato, sono state valutate un paio di professioniste (un’avvocata e una commercialista) ma già impegnate altrove e non stimolate dalla prospettiva di “breve percorso”, e adesso le attenzioni, complice la spinta che viene da un gruppo da sempre vicino - e ascoltato - dal Sindaco, si starebbe concentrando su Nadia Ragonici, impegnata nei comitati di quartiere e frazione, già in corsa per la presidenza delle pari opportunità. Se così fosse, saremmo a tre. Per la quarta, anche per premiare un lavoro silenzioso ed efficace, il Sindaco starebbe pensando alla riconferma di Graziella Cordone, in quota Sindaco stavolta.
Facciamo allora un TotoGiunta di riepilogo: Filipponi, Di Marcantonio, Mistichelli, Di Bonaventura e Sciamanna. Poi: Di Padova, Cordone, Fantozzi e Ragonici. Presidente del Consiglio: Bartolini. Quattro conferme e sei "novità" con due esterni.
Ma siamo solo all’inizio… al 26 mancano più di dieci giorni, e vedrete che il Toto assessori cambierà strada facendo.

