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Screenshot_2026-04-20_alle_04.43.34.pngIl messaggio, stringato e fin troppo cordiale, è arrivato nella serata di ieri, sul whatsapp di tutti i capigruppo di maggioranza, a molti dei quali, in realtà, è sembrato fin troppo cordiale, in un momento nel quale le tensioni politiche sono deflagrate e avrebbero forse richiesto ben altro registro. A scriverlo è stato il sindaco di Gianguido D’Alberto, poche righe per convocare un incontro nella sua stanza, subito dopo la conferenza già convocata per decidere cosa fare del Consiglio di domani, con l’obiettivo di “fare il punto” e organizzare ulteriori confronti nel pomeriggio. Eccolo, il messaggio: «Carissimi, domani mattina dopo la conferenza dei capigruppo ci vediamo da me nella mia stanza per fare il punto con voi e programmare gli incontri con i gruppi che voglio svolgere nel pomeriggio. Un caro saluto a tutti e buona domenica». 
Quel “Carissimi”, “un caro saluto a tutti e buona domenica” — non è passato inosservato. Anzi, ha suscitato più di una perplessità tra i destinatari. Perché arriva in un momento tutt’altro che ordinario per il Comune di Teramo: la maggioranza è attraversata da tensioni evidenti e, soprattutto, la giunta è stata appena azzerata. Una fase delicata, che imporrebbe chiarezza, fermezza e forse anche una certa solennità istituzionale. In questo contesto, la leggerezza del messaggio ha dato l’impressione — a molti — di uno scarto tra forma e sostanza. Come se la crisi in atto venisse ricondotta a un normale passaggio organizzativo, quasi di routine. Un approccio che può essere letto in due modi: da un lato il tentativo, voluto, di abbassare i toni e riportare il confronto su un piano disteso; dall’altro il rischio di sottovalutare, almeno sul piano comunicativo, la portata dello strappo politico. Non è un dettaglio secondario. Nelle fasi di crisi, anche le parole pesano, e il modo in cui vengono scelte contribuisce a definire il perimetro della leadership. Il sindaco sembra puntare su una gestione interna, quasi riservata — “ci vediamo da me nella mia stanza” — più che su un segnale pubblico di discontinuità o di rilancio. Resta da capire se questa linea, improntata a una cordialità quasi domestica, riuscirà a ricomporre le fratture o se finirà per alimentare l’impressione di una guida che, almeno nella comunicazione, appare fin troppo rilassata rispetto alla complessità del momento. In politica, si sa, anche una domenica sera può fare la differenza.
EdC