Il recupero di Palazzo Orsini torna al centro del dibattito politico cittadino, con il sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto che, anche in consiglio comunale, ha ribadito tempi e prospettive per la rinascita dell’ex municipio. L’obiettivo dichiarato è chiaro: restituire l’edificio alla città nel giro di due anni, avviando i cantieri già entro la prossima estate. Durante l’ultima seduta, segnata dal confronto acceso con le opposizioni, il primo cittadino ha fatto il punto sullo stato della ricostruzione post sisma, sottolineando che il recente episodio di crollo non compromette il percorso già avviato. Lunedì pomeriggio, infatti, una porzione del solaio è ceduta, rendendo necessario l’intervento dei vigili del fuoco e la temporanea interdizione dell’area, con conseguente chiusura del vicino Caffè dei Poeti. Il cedimento ha interessato circa 20 metri quadrati della copertura e la volta sottostante. Fortunatamente, al momento dell’accaduto, l’edificio era vuoto. I vigili del fuoco sono intervenuti con un’autoscala, mettendo in sicurezza il tetto attraverso la posa di un telo impermeabile per evitare infiltrazioni d’acqua. D’Alberto ha ridimensionato l’episodio, spiegando che il crollo ha riguardato una zona già compromessa da anni, in particolare l’area un tempo destinata ad archivio, segnata da criticità strutturali fin dal 2007 e aggravate ulteriormente dal terremoto del 2016. “Non si tratta di un evento che cambia il quadro complessivo”, ha precisato, evidenziando come la fase progettuale e amministrativa sia ormai avanzata. Un passaggio cruciale sarà il 14 maggio, data di scadenza del bando di gara per l’affidamento dei lavori. Le minoranze hanno sollevato dubbi sui ritardi accumulati a quasi dieci anni dal sisma, ma il sindaco ha ricostruito le tappe che hanno rallentato l’iter. Tra queste, la necessità di reperire fondi adeguati: grazie al supporto della Regione e dell’Ufficio per la Ricostruzione, il finanziamento è stato incrementato fino a raggiungere circa 10 milioni di euro. Non solo. Inizialmente era stata ipotizzata la demolizione dell’edificio, soluzione poi respinta dalla Soprintendenza. Questo ha imposto una revisione completa del progetto, orientandolo verso un intervento di recupero e consolidamento, con inevitabili ripercussioni sui tempi. “Non è una giustificazione, ma un dato di fatto”, ha concluso D’Alberto. Il traguardo resta comunque fissato: riportare il consiglio comunale nella sua sede storica e restituire a Palazzo Orsini il ruolo centrale nella vita istituzionale cittadina.

