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Non si è mosso. È rimasto lì, accanto a lui, senza capire davvero cosa stesse succedendo. Il piccolo cane, Testina, ha continuato a vegliare il suo padrone immobile, giorno dopo giorno, in silenzio. In quel rudere dimenticato di via Ravenna, a Pescara, è stato l’unico a non lasciarlo mai solo. Quando i soccorsi sono arrivati, hanno trovato prima lui: il cane, vivo, accanto al corpo ormai senza vita. Come se aspettasse ancora un segno, un movimento, qualcosa che potesse riportare indietro il tempo. Invece, intorno, solo abbandono. E una morte che, secondo i primi riscontri, risalirebbe a diversi giorni prima, forse settimane. Nessun segno evidente di violenza: sarà l’autopsia a chiarire con precisione cosa sia accaduto. L’uomo si chiamava Damien. Aveva 43 anni ed era originario della Polonia. Da circa un decennio viveva a Pescara, tra le strade del centro, dove molti lo conoscevano. Negli ultimi tempi la sua vita aveva preso una piega più difficile, segnata dalla perdita della compagna e da fragilità che si erano fatte sempre più pesanti. Eppure non era invisibile. C’era chi lo salutava ogni giorno, chi si fermava a scambiare due parole, chi gli portava qualcosa da mangiare. Una rete fragile, fatta di piccoli gesti, che non bastava a cambiare davvero le cose ma che lo teneva, in qualche modo, legato alla città. Anche le associazioni lo seguivano: l’organizzazione On the Road aveva lanciato un appello dopo aver perso i contatti con lui a fine marzo. Damien aveva accesso a un dormitorio e riceveva aiuto da realtà come la Caritas. E poi c’era Testina. Sempre accanto a lui. Un legame semplice, totale, che non si era spezzato nemmeno dopo la morte. Il cane è stato recuperato e ora si trova al sicuro: sta bene, ma resta l’immagine di quella fedeltà ostinata, di quell’attesa senza risposta. Resta però una domanda difficile da ignorare. Per giorni, forse settimane, quell’uomo è rimasto lì, in un edificio abbandonato, senza che nessuno riuscisse a raggiungerlo. È morto così: lontano da tutto, in un angolo dimenticato. Con accanto solo il suo cane, che non ha mai smesso di aspettarlo.

foto: elaborazione AI