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Screenshot_2026-04-28_alle_04.31.34.pngÈ partito tutto da un litigio tra ragazzini, per un cellulare danneggiato durante una partita di calcio in un campetto parrocchiale, ma in un attimo la situazione è degenerata e quella baruffa si è trasformata in un episodio di violenza che ora approda nelle aule giudiziarie. Due fratelli minorenni di Sulmona sono finiti sotto indagine per aggressione a un coetaneo. Con loro, davanti al giudice rischia di finire anche il padre 50enne I fatti, come li racconta il Messaggero: i due fratelli di 12 e 14 anni, avrebbero fermato un tredicenne mentre stava tornando a casa, aggredendolo fisicamente. La vittima sarebbe stata immobilizzata, colpita e stretta al collo, fino a essere scaraventata contro un muro. Nell’aggressione avrebbe riportato ferite e segni evidenti, documentati al Pronto soccorso. A rendere ancora più grave la vicenda è la presenza del padre dei due presunti aggressori, un uomo di circa cinquant’anni, che secondo l’accusa non solo non sarebbe intervenuto per fermare i figli, ma li avrebbe addirittura incitati. L’episodio si è concluso grazie all’intervento di un commerciante della zona, che ha interrotto l’aggressione. Padre e figli sono indagati per violenza privata e lesioni personali.



foto elaborazione AI - certastampa digital