Nel presentare al Consiglio la nuova giunta comunale, il sindaco di Teramo Gianguido D'Alberto sceglie di rispondere direttamente alle critiche, ribaltandole. E lo fa partendo da una definizione che nei giorni scorsi aveva fatto discutere: quella di “operazione gattopardesca”, utilizzata da Certastampa per descrivere il riassetto dell’esecutivo. Una lettura che il primo cittadino capovolge con una formula destinata inevitabilmente a segnare il dibattito politico locale: «Qui non si cambia tutto per non cambiare nulla… qui non si cambia nulla per cambiare tutto». Parole che diventano la chiave interpretativa della scelta compiuta: una giunta all’insegna della continuità, con otto assessori su nove confermati e un solo avvicendamento, quello resosi necessario dopo le dimissioni di Alessandra Ferri. Al suo posto entra Anastasia Liouras, consigliera della stessa lista civica Bella Teramo, in un passaggio che non altera gli equilibri politici della maggioranza. D’Alberto difende senza esitazioni la sua linea, rivendicando una scelta che guarda alla stabilità e alla prosecuzione del lavoro avviato. «Una giunta – sottolinea – non si costruisce con l’intelligenza artificiale», ma attraverso valutazioni politiche e amministrative che tengano conto dell’interesse della città. Dietro la decisione di non intervenire in modo più radicale sull’esecutivo c’è infatti una precisa strategia: accompagnare l’attuale squadra fino alla conclusione naturale del mandato. «Il nostro è un percorso che merita di essere portato a termine», insiste il sindaco, rivendicando i risultati ottenuti e la necessità di consolidare quanto fatto. Una posizione che, se da un lato rafforza l’idea di una maggioranza compatta, dall’altro espone l’amministrazione alle critiche di chi avrebbe voluto un segnale di discontinuità più marcato. Da un romanzo ad un film: Alessio D’Egidio cita “Salvate il soldato Ryan” ricordando alla Maggioranza che sì, il “soldato Ryan” è stato salvato, ma «…ricordate che quelli che l’hanno salvato nel film, poi sono morti tutti». Lo stesso consigliere di Azione ricorda che il Sindaco ha preso l’impegno di nominare il direttore generale, e quella sarà una scelta politica importante. Evoca Hollywood anche il consigliere di Futuro In Franco Fracassa, con “Uomini che odiano le donne”, accusando il Sindaco di aver depotenziato le donne in giunta a vantaggio degli uomini. La consigliera Maria Cristina Marroni, invece, punzecchia il Sindaco sulle sue abilità sofistiche, proprio per l'intreccio gattopardesco a suo avviso irrisolto, anzi. Tornando al Sindaco, il riferimento al “Gattopardo” resta quindi sullo sfondo, ma con un significato ribaltato: non immobilismo, secondo D’Alberto, bensì una scelta consapevole di continuità per cambiare davvero. Un equilibrio che ora dovrà reggere alla prova dei prossimi mesi, con l’obiettivo dichiarato di arrivare a fine mandato senza scosse, trasformando la continuità in leva politica. Sperando che, con la terza interpretazione gattopardica, non si scopra che… non si è cambiato nulla… per non cambiare nulla.

