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ASILO3Un passo avanti significativo per i servizi educativi della prima infanzia nel territorio comunale. Si è svolta questa mattina la riunione sulla contrattazione d’anticipo relativa al futuro bando per i nidi d’infanzia privati del Comune di Teramo, un passaggio che segna – secondo la Funzione Pubblica Cgil – la conclusione positiva di una vertenza durata tre anni. A sottolinearlo è il segretario generale della Fp Cgil Teramo, Mauro Pettinaro, che parla apertamente di risultato raggiunto: le richieste avanzate dal sindacato sono state accolte, con l’obiettivo dichiarato di migliorare le condizioni del personale e, allo stesso tempo, elevare la qualità complessiva dei servizi educativi. Il confronto con l’amministrazione comunale ha portato alla definizione di linee guida che puntano a un livello di eccellenza. Tra gli elementi centrali del futuro bando figurano l’obbligo di formazione continua per il personale, standard educativi uniformi, limiti alle ore frontali di lavoro e l’introduzione di pratiche pedagogiche condivise, tra cui la contemporaneità educativa durante i pasti. Previsti anche momenti di confronto con realtà considerate all’avanguardia, come l’esperienza di Reggio Emilia, indicata come riferimento nazionale. Uno degli aspetti più rilevanti riguarda l’equiparazione tra pubblico e privato: il nuovo impianto normativo dovrebbe infatti garantire gli stessi livelli qualitativi in tutti i nidi cittadini, eliminando differenze tra le due gestioni. Un risultato che, nelle parole del sindacato, consentirà a Teramo di collocarsi tra le realtà più avanzate in Italia nel settore dei servizi per l’infanzia. Non solo qualità dell’offerta educativa, ma anche maggiore attenzione alle lavoratrici e ai lavoratori del comparto, con tutele rafforzate e un quadro contrattuale più definito. Dalla Fp Cgil arriva anche un riconoscimento al lavoro svolto dall’amministrazione e dagli uffici competenti, con un plauso rivolto all’assessora, al dirigente e alla struttura della pubblica istruzione per il percorso condiviso che ha portato al risultato. La vertenza si chiude dunque con un accordo che mira a costruire una comunità educante coesa, in cui istituzioni, famiglie e operatori possano contribuire insieme a un obiettivo comune: garantire ai bambini della città un servizio educativo di alto livello, all’altezza delle migliori esperienze nazionali.