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WhatsApp_Image_2026-05-06_at_13.21.56_2.jpegScoppia la polemica attorno alla decisione di TUA Spa di rimuovere i defibrillatori semiautomatici (DAE) dalle sedi aziendali di Teramo e Giulianova. A denunciare l’accaduto sono le organizzazioni sindacali FILT CGIL, FIT CISL, UILTRASPORTI, UIL E FAISA CISAL, che parlano di una scelta “grave e incomprensibile”, accusando l’azienda di aver eliminato dispositivi salvavita senza prevederne la sostituzione o il ripristino.

I defibrillatori erano stati installati nel gennaio 2022 grazie al contributo del Fondo di Solidarietà dei dipendenti Arpa/TUA. Un’iniziativa nata direttamente dai lavoratori, che avevano deciso di dotare le sedi di strumenti fondamentali per intervenire tempestivamente in caso di arresto cardiaco.

Secondo quanto riferito dai sindacati, gli apparecchi necessitavano esclusivamente di manutenzione ordinaria, ma invece di procedere con gli interventi necessari l’azienda avrebbe optato per la rimozione definitiva dei dispositivi.

“È un atto incomprensibile, che calpesta la generosità dei lavoratori e riduce i livelli di sicurezza sul luogo di lavoro”, denunciano le sigle sindacali, sottolineando come la spesa richiesta per il ripristino fosse minima rispetto al valore della tutela della salute dei dipendenti.

La decisione, aggiungono i rappresentanti dei lavoratori, appare ancora più grave in un momento storico in cui viene promossa la diffusione dei defibrillatori nei luoghi di lavoro e negli spazi pubblici. “TUA va nella direzione opposta: invece di aumentare le tutele, le riduce”, si legge nella nota.

I sindacati affermano inoltre di aver inviato ripetute segnalazioni formali per chiedere la manutenzione e il ripristino dei DAE, senza però ricevere risposte concrete dalla direzione aziendale.

Da qui la richiesta di un immediato ripristino dei defibrillatori nelle sedi di Teramo e Giulianova e dell’attivazione dei piani di manutenzione previsti dalla normativa vigente. Le organizzazioni sindacali chiedono anche l’intervento delle autorità competenti per verificare il rispetto delle condizioni di sicurezza nei luoghi di lavoro. “La sicurezza non è un costo, la vita dei lavoratori è un diritto da difendere”, concludono FILT CGIL, FIT CISL, UILTRASPORTI, UIL E FAISA CISAL.