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Dopo la sentenza del Tar sul biodigestore previsto a Teramo, l’associazione Ambiente e Territorio che si oppone alla realizzazione dell’impianto annuncia il ricorso al Consiglio di Stato. Una decisione che arriva dopo il pronunciamento dei giudici amministrativi che, secondo i rappresentanti dell’associazione, avrebbe escluso il soggetto dal diritto di tutelare gli interessi collettivi “Assolutamente sì, andremo al Consiglio di Stato – spiega l'avvocato Antonella D'Angelo Gallo  – perché tecnicamente l’associazione sarebbe stata estromessa dalla possibilità di difendere interessi della collettività. È un vero paradosso giuridico”. Secondo l’associazione, la stessa sentenza conterrebbe elementi contraddittori. “Da una parte si contesta la nostra legittimazione ad agire, dall’altra il Tar dispone la compensazione delle spese riconoscendo che si tratta di questioni problematiche e di interesse collettivo”. Nel ricorso al Consiglio di Stato verrà prodotta tutta l’attività svolta dall’associazione dalla sua nascita. “Non siamo nati esclusivamente contro il biodigestore – sottolineano – ma per tutelare interessi comuni della collettività. Abbiamo portato avanti anche altre battaglie, come quella del ponte a catena, e promosso iniziative sociali insieme al tribunale per i minorenni per sensibilizzare i giovani sui fenomeni della violenza e sulle conseguenze che comportano”. L’associazione rivendica dunque il proprio ruolo sul territorio. “Siamo un’associazione viva, attiva e legittimata. Non c’è giudice che possa sostenere il contrario”. Nel frattempo, lunedì dovrebbe partire la procedura per l’abbattimento dell’inceneritore. “Così ci è stato riferito – spiegano –. La gara sarebbe stata aggiudicata e si parla di una spesa di circa 2 milioni e 800 mila euro, nonostante sia stata prevista una prenotazione a debito presso la Cassa depositi e prestiti per una cifra molto più alta destinata alla bonifica dell’area”. Secondo l’associazione, proprio la bonifica potrebbe rappresentare il vero obiettivo dell’intervento. “Vedremo cosa accadrà, ma potrebbe anche essere che ci si fermi alla bonifica, che comunque andava fatta nell’interesse della collettività”. Resta però aperta la questione principale: il biodigestore si farà oppure no? La posizione dell’associazione è netta. “Il biodigestore non si farà. Anche l’ipotesi di proroghe fino al 2028 riguarda impianti che trattano rifiuti agricoli, e questo non è il caso di Teramo. Qui si parla di un’altra tipologia di digestione che produrrebbe biogas e quindi l’impianto che il Comune e la Teramo Ambiente intendono realizzare non rientrerebbe nella proroga già concessa”.

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