Torna al centro del dibattito il caso della famiglia abruzzese conosciuta come quella “del bosco”, dopo le nuove polemiche legate alla gestione dei tre minori allontanati dai genitori e affidati a una struttura di Vasto. A intervenire con toni durissimi è Ubaldo Valentini, presidente nazionale dell’Associazione Genitori Separati per la Tutela dei Minori, che parla apertamente di “arroganza dei servizi sociali” e di una gestione ritenuta lesiva dei diritti dei bambini e della famiglia.
Al centro delle contestazioni vi è il recente ricovero notturno della figlia di sette anni, avvenuto per problemi respiratori. Secondo quanto denunciato dall’associazione, i genitori non sarebbero stati tempestivamente informati dell’emergenza sanitaria: il padre aveva il telefono spento durante la notte, mentre la madre, ritenuta reperibile, non sarebbe stata contattata. Circostanza che viene definita “inaccettabile” e incompatibile con i principi di tutela dei minori e della bigenitorialità.
L’associazione punta il dito anche contro il Tribunale per i Minorenni de L’Aquila e contro le modalità di gestione della struttura che ospita i bambini, sostenendo che gli incontri con i genitori avverrebbero sotto stretta sorveglianza del personale della casa famiglia, sia nella struttura sia durante il ricovero ospedaliero della bambina.
Nel lungo intervento vengono inoltre chiesti controlli approfonditi sull’operato dei servizi sociali abruzzesi, sulle strutture di accoglienza e sulla preparazione professionale degli operatori coinvolti. Valentini invita politica, associazioni e opinione pubblica ad aprire una riflessione sul funzionamento del sistema di tutela minorile, parlando della necessità di garantire interventi realmente orientati al benessere dei bambini e al rispetto dei diritti delle famiglie.
Una vicenda che continua a dividere l’opinione pubblica e che riaccende il confronto sul delicato equilibrio tra protezione dei minori, autorità giudiziaria e diritti genitoriali.

