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RDBItalprefabbricati/RDB e' fatta. Ieri sera alle 18,30, azienda, Organizzazioni Sindacali e Lavoratori hanno sottoscritto il verbale di accordo che sancisce di fatto l'acquisizione da parte della Italprefabbricati S.p.A di Casoli di Atri, del più grande gruppo italiano di manufatti, la RDB. Grazie a questa acquisizione la Italprefabbricati S.p.A diventa la più grande azienda di manufatti d'Italia, strategicamente posizionata in Italia con tre stabilimenti, uno a nord (Piacenza), uno al centro (Teramo) e uno al sud (Caserta), coprendo così l'intero territorio nazionale. Tra ieri e oggi c'è stato il passaggio di consegne di tutti e quattro gli stabilimenti rilevati, dalla curatela alla Italprefabbricati e infine ieri sera, dopo cinque ore di trattativa, si è conclusa anche la fase che riguarda direttamente l'occupazione e quindi i lavoratori. Il punto di partenza del 12 febbraio 2015 era fallimento e cessazione totale delle attività del gruppo RDB con ancora circa 500 lavoratori a libro paga, quasi tutti in cassa integrazione straordinaria. Il punto di arrivo contenuto nell'accordo di ieri sera e' di 200 lavoratori assorbiti dalla Italprefabbricati in due anni, con assorbimento graduale legato ai fatturati acquisiti. Più nello specifico si partirà con 71 lavoratori, ripartiti per i tre centri produttivi di Tortoreto, Valmontana/Pontenure e Bellona; Tortoreto verrà smantellato e 19 lavoratori verranno assunti a Casoli di Atri, mentre gli altri due verranno potenziati con investimenti cospicui e resi produttivi tanto da impiegare a regime 90 unità lavorative. È proprio il caso di dire che mai ferie estive sono state spese meglio! Eh si, perché i risultati raggiunti nell'accordo, senza peccare troppo di campanilismo, sono frutto di estenuanti trattative condotte dalle Organizzazioni Sindacali teramane e dai rappresentanti della Italprefabbricati durante il mese di agosto, riducendo le ferie a qualche giorno sparso qua e là. Però ne è valsa la pena visto che l'accordo sottoscritto riflette e ripaga il lavoro effettuato e consegna quel che resta di una azienda stracotta, indebitata, fallita e che ha usato la povertà di tanti lavoratori per l'arricchimento di pochi privilegiati, ad un impresa di manufatti con la I maiuscola che non pensa alla finanza, alla borsa, ai dirigenti, ma a produrre prefabbricati in cemento armato, missioni che compie da oltre 50 anni. Infine il pensiero va al momento in cui, due anni fa, come sindacato e insieme ai lavoratori, impedimmo fisicamente all'ufficiale giudiziario, attraverso l'occupazione degli spazi aziendali, di sequestrare la porzione di fabbrica che ne avrebbe di fatto decretato la chiusura; problema risolto definitivamente il mese scorso attraverso un accordo economico fra le parti, come vanamente proposto in quei mesi dal Sindacato. Tutto è partito da lì, da quella battaglia persa in partenza, ma che aveva nella sua finalità il DNA del Sindacato, la tutela dei posti di lavoro; quella battaglia e' stata vinta e ora la Italprefabbricati assume e assumerà in Italia 200 lavoratori a regime a tempo indeterminato. Finalmente qualche piccola bella soddisfazione, dopo 7 lunghi anni di agonia, cassa integrazione, licenziamenti, vertenze; finalmente qualcuno ricomincia a crescere nel settore delle costruzioni, abbandona le agenzie di lavoro interinale, i tempi determinati e tutte le altre fittizie e fantasiose tipologie lavorative, assume a tempo indeterminato, offre lavoro per sempre, investe negli stabilimenti e nei lavoratori. È questo il mestiere del Sindacato,e' questo ciò che sappiamo fare meglio. GIANCARLO DE SANCTIS (CISL)

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