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banca teramooNuova "due diligence" alla Banca di Teramo per definire i rapporti di aggregazione con la BCC di Roma.  Ieri i dirigenti romani, sono venuti nella sede di viale Crucioli per avviare le prime vere procedure, anche se la Banca di Teramo non ha ancora chiuso le porte  anche all'ipotesi B, ovvero la  fusione con la Bcc di Basciano e di Mosciano. In caso di incorporazione da parte della Bcc di Roma, la Banca di Teramo potrebbe portare a casa due risultati estremamente positivi e un sacrificio. Primo tisultato: cambio alla pari delle azioni, cioè ogni azionista riceverebbe in azioni della Banca romana lo stesso valore delle azioni teramane detenute. Secondo risultato: mantenimento di tutti i posti di lavoro, ovvero oltre sessanta. Il sacrifio sarebbe quello relativo all'ingresso di un nuovo management romano, con l'uscita di scena di tre alti dirigenti (a stipendio importante) da viale Crucioli. In pratica, Roma porterebbe un nuovo presidente, che potrebbe essere affiancato da un comitato "teramano" a supporto e consulenza. In questa ottica, con ogni probabilità, a dover lasciare la Banca di Teramo sarebbero Fernando De Flavis, Roberto Profeta e Sergio Preziuso.  Per De Flavis, pensionato Tercas, si tratterebbe della fine di un'esperienza, per Profeta di uno "scivolo" verso la pensione, per Preziuso, invece, sarebbe un po' più complicata, non essendo in età pensionabile, ma la cosa è oggetto di attenta valutazione in queste ore.

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