L’Abruzzo dei pascoli, della transumanza e dell’allevamento resta ai margini del bando ministeriale “Latte nelle scuole”. Nell’ambito territoriale che comprende Abruzzo e Lazio, il progetto è stato assegnato alla Centrale del latte di Roma spa, prima in graduatoria con 84 punti e destinataria di un finanziamento complessivo di quasi 800mila euro. L’esclusione delle aziende abruzzesi non incide tanto sul fronte economico quanto su quello identitario: riguarda infatti una regione che ha costruito gran parte della propria immagine sulle aree interne e sulla pastorizia. Un paradosso ancora più evidente se si considera che il programma interesserà 38 scuole primarie abruzzesi, senza però coinvolgere alcuna realtà produttiva del territorio. Gli atti del ministero dell’Agricoltura fotografano la situazione: nel lotto territoriale numero 6 le richieste di contributo valutate arrivano esclusivamente da soggetti industriali di grandi dimensioni, con sedi legali a Roma, Milano e Bari, realtà strutturate e lontane dai piccoli produttori locali. Alla Centrale del latte di Roma spetterà sia la fornitura di latte e derivati alle scuole sia la componente educativa prevista dal programma: attività di informazione per gli alunni, degustazioni guidate e iniziative finalizzate a far conoscere le proprietà nutrizionali del latte e il suo corretto inserimento nella dieta quotidiana fin dall’infanzia. Il progetto rientra nell’iniziativa nazionale promossa dal ministero, in collaborazione con Unioncamere e Crea, pensata anche per contrastare il calo dei consumi tra i più giovani.mIl programma si inserisce infatti in un contesto nazionale segnato da una riduzione significativa: l’assunzione di latte e derivati in Italia sarebbe ferma al 34% delle quantità raccomandate, lontana dai 137 litri annui pro capite indicati come riferimento. I consumi reali si attestano intorno ai 46,5 litri l’anno, con un trend in flessione nel lungo periodo. In Abruzzo, le 38 scuole coinvolte sono distribuite in modo disomogeneo tra le province. L’Aquila è l’area con il maggior numero di istituti, 16 scuole tra capoluogo, Marsica e Valle Peligna. Seguono Teramo con 9 scuole, Chieti con 7 (tra Vasto, Guardiagrele, Tollo e il capoluogo) e Pescara con 6 istituti tra Pescara, Montesilvano, Manoppello e Lettomanoppello. Un’adesione ampia da parte del mondo scolastico, dunque, che però lascia fuori la filiera regionale: proprio il territorio che avrebbe potuto raccontare ai bambini il valore dell’allevamento, del latte e della produzione nelle aree interne non compare tra i beneficiari del bando.

