«In Abruzzo e in Italia le donne continuano a pagare il prezzo più alto nel mercato del lavoro». Lo afferma Alessandra Tersigni della segreteria Cgil Abruzzo Molise, sottolineando come il divario di genere resti una questione strutturale che incide su carriere, salari e pensioni.
Secondo i dati più recenti, in Italia lavora circa il 52,5% delle donne in età lavorativa contro oltre il 70% degli uomini. Le lavoratrici rappresentano inoltre più del 70% degli occupati con basse retribuzioni e percepiscono salari mediamente inferiori di oltre un quarto rispetto agli uomini. Il divario cresce anche ai livelli più alti: tra i dirigenti poco più di una persona su cinque è donna.
«Il gap salariale – spiega Tersigni – non dipende solo dalla paga oraria ma anche dalla maggiore diffusione del part time involontario, dalle carriere discontinue e dalla scarsa presenza femminile nei ruoli decisionali».
Per la Cgil la direttiva europea sulla trasparenza salariale rappresenta un passo avanti, ma la bozza di decreto italiana rischierebbe di limitarne l’efficacia escludendo alcune categorie di lavoro a forte presenza femminile, come apprendistato, lavoro domestico, collaborazioni continuative e lavoro autonomo regolato dalla contrattazione collettiva.
Il quadro non cambia in Abruzzo. I dati del Rendiconto sociale e di genere dell’Inps indicano che il lavoro femminile resta più fragile: solo il 37% delle donne occupate ha un contratto a tempo indeterminato. La presenza femminile nelle aziende certificate per la parità di genere si ferma al 27,76%, mentre la quota di giovani tra 15 e 29 anni che non studiano né lavorano è salita al 31,24%, con un impatto maggiore sulle ragazze.
«La crescita dell’occupazione femminile non basta a colmare un divario che resta profondo – conclude la Cgil –. Le donne continuano a lavorare meno, con salari più bassi e contratti più precari. Ridurre il gender gap significa investire nello sviluppo dell’Abruzzo».
In vista dell’8 marzo il sindacato annuncia iniziative e mobilitazioni: un corteo è previsto a Pescara in piazza Salotto alle 10.30, mentre il 10 marzo alle 11 si terrà un’assemblea aperta al Palazzetto dei Nobili all’Aquila.

