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È passato. Il bilancio di previsione del Comune di Teramo è passato senza problemi, anzi: a voto compatto. A guardare solo il tabellone finale, verrebbe da dire: tutto come previsto. La maggioranza vota a favore, l’opposizione contro, e l’atto più importante dell’anno amministrativo trova la sua strada. Ma chi ha seguito le nostre cronache negli ultimi tempi, sa che non è stato affatto un passaggio scontato. Anzi: per giorni, sull’orizzonte della coalizione di governo si erano addensati tuoni e lampi, con distinguo, malumori, richieste di correzioni e persino l’ombra di defezioni.
C’era addirittura chi minacciava di “mandare a casa tutti”.
Alla fine: tanto tuonò che... scoppiò il sereno.
Al momento del voto, un cielo improvvisamente limpido, quasi irreale rispetto alle premesse, che si è allungato fino ai banchi dell’Opposizione, perché se la Maggioranza si ricompatta senza crepe, senza assenze, senza voti dissonanti, sui banchi della Minoranza manca Azione: un’assenza che va letta non come casuale, ma come figlia di un preciso patto, che non va cercato tra i banchi del Comune, me nell’eco di un “Pavoneggiamento” regionale.

Quella che emerge con assoluta chiarezza, dietro questa rinnovata compattezza, non è la fisiologica ricomposizione interna di una coalizione, ma l’azione decisa di una regia esterna. Una tessitura condotta fuori dal perimetro del Consiglio, che avrebbe ricucito rapporti sfilacciati, rimesso in fila priorità e ricordato a ciascun attore il peso delle proprie responsabilità. Non una moral suasion leggera, ma un’azione autorevole, a tratti anche perentoria, tutta dentro la logica — cara alla politica locale — della ricostruzione dell’unità di coalizione.
Il regista, è chiaro, non siede in aula ma vanta un capitale politico e relazionale tale da orientare scelte e comportamenti.
Una figura capace di parlare a tutti i segmenti della maggioranza, neutralizzando i possibili smottamenti. In questa chiave si spiega la compattezza finale: non disciplina di partito, ma esito di un lavoro di ricucitura che ha rimesso insieme pezzi che stavano prendendo strade diverse. Il bilancio è approvato. Ma la notizia vera sta altrove: nella ridefinizione di un centro di gravità della coalizione di governo cittadina. Un commissariamento? No, non ancora almeno, ma certo un'azione che definisce un baricentro esterno alle dinamiche consiliari,  autorevole al punto da riportare - anche imponendolo - ordine e, soprattutto, di pianificare un percorso preciso e chiaro verso la scelta di un candidato Sindaco, unico e condiviso.
Ad'A