Con la scusa del bilancio, il Comune allunga le strisce blu e alleggerisce i portafogli. A Tortoreto la sosta a pagamento sul lungomare non sarà più una misura stagionale limitata al picco estivo, ma un balzello esteso di fatto per metà anno: avvio anticipato ad aprile e termine al 30 settembre, con oltre mille stalli coinvolti quasi interamente sul lato est del litorale. Non è un semplice ritocco organizzativo: è un cambio di filosofia. Il lungomare, spazio pubblico per eccellenza, viene progressivamente trasformato in area tariffata permanente, con orari sempre più ampi — dalle 8 alle 22 ad aprile e addirittura fino all’1 di notte da maggio a settembre. Un’estensione che segue la logica del massimo rendimento più che quella della regolazione del traffico. A completare il quadro arriva l’aumento delle tariffe: 1,20 euro l’ora, 60 centesimi per la mezz’ora minima, 6 euro la giornaliera. Gli abbonamenti non alleggeriscono davvero il peso: 40 euro a settimana, 100 al mese, 180 per l’intero periodo. Solo residenti e titolari di attività potranno accedere allo stagionale agevolato da 70 euro (costava 50 euro), mentre per turisti e frequentatori abituali il lungomare diventa un parcheggio premium a pagamento continuo. Il messaggio implicito è chiaro: l’accesso alla fascia costiera si paga, e si paga sempre di più. Il rischio è evidente per una località balneare che vive di accessibilità e permanenza: trasformare la sosta in una voce di spesa costante può ridurre la fruizione spontanea del lungomare, scoraggiare le visite brevi e spingere verso altre destinazioni percepite come meno onerose. Il provvedimento è stato inserito nella manovra finanziaria con una previsione di incasso di circa 300mila euro per l’anno in corso. Ed è proprio questo dato a chiarire la natura dell’operazione: non una misura di mobilità, ma un’entrata di bilancio. Tanto più che resta formalmente separata dal futuro progetto di finanza sui parcheggi, previsto dal 2027, segno che la pressione tariffaria è destinata ad aumentare ulteriormente. Restano confermate le esenzioni per disabili, forze di polizia, mezzi di emergenza e veicoli comunali in servizio — tutele doverose ma marginali rispetto all’impatto generale.
Il nodo vero è politico e urbanistico: quale modello di lungomare si vuole? Uno spazio accogliente e accessibile o un corridoio turistico a pagamento prolungato? Il dibattito tra cittadini e operatori si è acceso subito, e non potrebbe essere altrimenti. Perché dietro le nuove strisce blu non c’è solo una regolamentazione della sosta, ma una scelta di fondo: fare cassa sullo spazio pubblico costiero. E quando il mare diventa tariffa, la stagione rischia di accorciarsi più delle strisce.
Elisabetta Di Carlo

