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Archiviata la partita delle elezioni provinciali, nel palazzo comunale torna a circolare con insistenza un tema che non può e non vuole restare solo sussurrato nei corridoi: il possibile rimpasto – o addirittura l’azzeramento – della giunta. Il sindaco, almeno ufficialmente, non ne parla. Ma la politica locale, come spesso accade, si muove anche quando le dichiarazioni pubbliche tacciono. Tra indiscrezioni e retroscena, i nomi che circolano per lasciare la poltrona a aprirsi a nuovi ingressi nell’esecutivo sarebbero quelli dell’assessora Alessandra Ferri (da tempo in attesa del lasciapassare per l’uscita) e dell’altra assessora Pina Ciammariconi, un po’ perché nel futuro politico del Primo Cittadino non sembra esserci più una possibile candidatura pentastellata, ma quella fratoiannica di Avs, ma soprattutto per i risultati dell’assessorato grillino, pressoché invisibili. Se così fosse, anche se escono due donne, il Sindaco potrebbe non essere costretto a rinominarne altrettante, visto che la quota rosa sarebbe comunque rispettata anche con una sola donna. Particolare, questo, determinante nel gioco delle voci, visto che tra i papabili circola un nome “nuovo” che è clamoroso, visto che è quello di un ex assessore del centrodestra teramano, Guido Campana. Ex dalmata della prima ora, Campana da tempo offre un appoggio esterno agli eventi sociali e sportivi della gianguideria. Il suo ingresso, in quota Mariani e al posto della Ciammariconi, potrebbe anche offrire al Sindaco la possibilità di sgravare Filipponi di una parte della delega agli eventi, limitandone i concertoni costosi, per iniziative a budget minore ma con maggiore coinvolgimento popolare. Il posto della Ferri, invece, tocca alla corrente di Cavallari, che era la casa d’origine della stessa e che, a questo punto, dovrebbe nominare un’altra donna, anche se non è un mistero che l’assessore vorrebbe in giunta l’esterno Sciamanna. Se Cavallari dovrà scegliere una donna e dovesse pescare tra i suoi eletti, la scelta sembra già scritta, sarebbe quella della giovane Anastasia Liouras, che si sta facendo le ossa anche muovendosi in Regione con lo staff di Cavallari, ma potrebbe anche tornare l’ipotesi di una esterna. Il problema, però, è che Cavallari, in questa fase, sembra aver rotto i “rapporti diplomatici” col Sindaco, convinto che la Maggioranza al Comune di Teramo non abbia sostenuto adeguatamente la candidatura provinciale di Varani, motivo per il quale lo stesso Cavallari non fa mistero di volere un azzeramento totale della Giunta e non solo un rimpasto. In questo clima di tensione, la gestione quotidiana del Comune rischia lo stallo, specie in alcuni settori, come quelli che fanno capo al dirigente Manetta. Quella di domani, lunedì potrebbe essere una giornata chiave in questo senso. L’attenzione è concentrata sul rientro – o meno – del dirigente dell’ufficio tecnico, che dopo uno “scontro” verbale con un’assessora avrebbe preso alcuni giorni di ferie improvvise, un’assenza che pesa, perché proprio l’ufficio tecnico è uno dei nodi centrali dell’operatività comunale. Nel frattempo negli uffici starebbero arrivando altri decreti ingiuntivi, oltre quello del quale vi abbiamo già raccontato, da parte di aziende che attendono pagamenti. Il problema è che, con la macchina amministrativa rallentata e senza le firme necessarie, molte pratiche restano ferme. Decisiva, in questa dase, l'azione di tutoraggio esterno, quasi un commissariamento, che il consigliere regionale Mariani sta attuando per evitare lo stallo concreto. Ma resta il nodo politico: che sia rimpasto o azzeramento, una “svolta” è necessaria. E non più rinviabile.
ELISABETTA DI CARLO