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Le consultazioni di ieri, convocate dal sindaco di Teramo per provare a uscire da una crisi che lui stesso continua a ridimensionare, ma della quale tutti lo considerano vera causa, hanno restituito l’immagine plastica di una maggioranza tutt’altro che compatta, attraversata da richieste, ambizioni e distinguo difficili da ricondurre a sintesi nel breve periodo. Più che una verifica politica, è sembrato un vero e proprio giro di ascolto in cui ogni forza ha messo sul tavolo il proprio pacchetto di condizioni, nella consapevolezza che la partita della nuova Giunta è ancora tutta da scrivere. Il primo cittadino, dal canto suo, insiste nel definire la crisi “più indotta dalle pressioni dei partiti che reale”, ma l’esito degli incontri dimostra quanto quello in cui si muovono i gruppi consiliari di maggioranza sia uno scenario complesso. C’è chi, come Insieme Possiamo, ha scelto la linea della continuità, chiedendo la conferma degli assessori Antonio Filipponi e Graziano Ciapanna, quasi a voler blindare il proprio spazio politico all’interno dell’esecutivo. Altri, invece, puntano a un salto di qualità: Alleanza Verdi e Sinistra avrebbe manifestato l’ambizione di avere un ruolo più incisivo, anche se l’ipotesi di un assessorato a Michele Raiola appare, allo stato attuale, probabile come una missione umana su Giove. Più attendista la posizione del Partito Democratico, che avrebbe preferito giocare “di rimando”, lasciando al sindaco l’onere di avanzare una proposta complessiva sulla nuova Giunta, pur ribadendo piena fiducia in Stefania Di Padova, Marco Di Marcantonio e Alberto Melarangelo (ma il posto di quest’ultimo è ambito). Una strategia che, in realtà, consente ai dem di mantenere margini di manovra senza esporsi troppo in questa fase. Una linea che non dispiace neppure al gruppo che fa capo al presidente D’Angelo, dal quale però è arrivata una richiesta chiara: un assessorato per Flavio Bartolini. Non meno significativa la mossa di Giovanni Cavallari, che si è presentato personalmente all’incontro con il sindaco, avanzando una doppia richiesta: un posto in Giunta per la consigliera Anastasia Liouras e uno per l’esterno Maurizio Sciamanna. Ma la vera novità emersa dalle consultazioni riguarda il metodo. Il sindaco ha infatti annunciato l’intenzione di convocare un tavolo regionale con i partiti prima di varare la nuova Giunta, con l’obiettivo di ottenere una sorta di “copertura politica”: una garanzia, cioè, che le forze della maggioranza sosterranno l’esecutivo fino alla fine del mandato. Un passaggio che segnala chiaramente quanto la partita non si giochi solo a livello cittadino, ma dentro dinamiche più ampie, riconducibili alla logica del cosiddetto “campo largo”. Ed è proprio in questo quadro che si inserisce la questione del Movimento 5 Stelle, la cui permanenza in Giunta appare, di fatto, quasi obbligata. Non a caso, dal consigliere regionale Taglieri sarebbe arrivata la richiesta esplicita di confermare l’assessora Ciammariconi,. Il sindaco spera di chiudere la partita entro la settimana, ma la sensazione è che la strada sia ancora in salita. Perché, al di là delle dichiarazioni rassicuranti, la crisi – reale o indotta che sia – continua a misurarsi con una verità semplice: tenere insieme tutte le anime della maggioranza richiederà molto più di un semplice rimpasto, anche alla luce del fatto che sul tavolo dei rimpasti non c’è solo la Giunta, ma anche le partecipate. A cominciare dalla governance della TeAm.

EdC