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marronigianguidoTra Teramo 3.0 e la maggioranza che governa il Comune di Teramo, ormai la conta degli imbarazzi si fa quotidiana. Non passa giorno, infatti, che la lista della vicesindaca Cristina Marroni non produca un qualche motivo di fastidio per il Sindaco Gianguido D’ Alberto. Adesso, è tempo di elezioni regionali e gli imbarazzi sono tutti legati alle scelte di campo. Se, infatti, il Sindaco ha firmato con altri 160 colleghi abruzzesi l’appello alla candidatura di Legnini, il movimento di Cristian Francia non fa mistero di preferire Marsilio. Così come alla Provincia, dove l’appoggio di Teramo 3.0 alla candidatura di centrodestra sarebbe risultato determinante. I “francesi” smentiscono sulla Provincia, ma sulla Regione non smentiscono, anzi: rilanciano. Al punto che, in un incontro col candidato Marsilio, lo stesso Francia avrebbe proposto, in un’eventuale lista civica del Presidente, anche una candidatura espressa da Teramo 3.0, nella persona - udite udite - di Berardo Rabbuffo, indimenticabile vicesindaco e assessore al Traffico della Giunta Chiodi. Poi, non se n’è fatto di nulla, ma i teramotreisti non perdono occasione, soprattutto con le emanazioni social di Luzii (anche lui indimenticabile assessore, ma della Giunta Brucchi) di far intuire quanto la tendenza regionale della sua lista sia di votare contro la maggioranza della quale fa parte a Teramo. La domanda che tutti si pongono è: fino a quando D’Alberto e tutta la sua maggioranza tollereranno? La risposta è già scritta, fino a dopo le elezioni regionali, quando l’inevitabile rimpasto (spiegatelo a Cipolletti, che scrive di scordarcelo un cambio in giunta) manderà a casa Teramo 3.0 per schiudere le porte all’ingresso dei dalmati, freschi di alleanza con Legnini alla Regione. Due consiglieri escono e due entrano, e cambia il vicesindaco. Senza imbarazzi.

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