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Il sindaco uscente di Isola del Gran Sasso, Andrea Ianni, rompe il silenzio alla vigilia delle amministrative e affida a una presa di posizione netta la sua lettura della fase politica locale. Non solo non sarà della partita per una ricandidatura, ma annuncia anche che al momento del voto sceglierà la scheda bianca. Una decisione che ha il sapore della protesta e che affonda le radici, secondo lo stesso Ianni, nella mancata unità del centrosinistra. L’uscita di scena del primo cittadino non è frutto di una scelta personale maturata in solitudine, bensì il risultato di un clima politico deteriorato all’interno dell’area progressista. Una parte di essa, infatti, si sarebbe apertamente opposta alla sua ricandidatura, impedendo di fatto la costruzione di un fronte compatto. “Sono venute meno le condizioni minime di condivisione”, è il senso del ragionamento, perché le divisioni interne abbiano prevalso su qualsiasi tentativo di sintesi. In questo contesto, Ianni non nasconde una valutazione piuttosto chiara sugli equilibri in campo: la lista di centrodestra guidata da Giancarlo Di Marco appare oggi “più strutturata” e, proprio per questo, favorita nella corsa elettorale. Un giudizio che suona anche come un’ammissione indiretta delle difficoltà del campo progressista, incapace – a suo dire – di presentarsi con una proposta unitaria. Ma è soprattutto la scelta della scheda bianca a segnare il passaggio politico più forte. Non un disimpegno, precisa Ianni, bensì un gesto simbolico per richiamare l’attenzione su una situazione che ritiene grave. Un segnale rivolto in particolare al Partito Democratico provinciale, chiamato a una “profonda riflessione” dopo quella che viene definita una sequenza di errori politici rilevanti. Nel mirino dell’ex sindaco c’è proprio la gestione delle dinamiche interne e territoriali del Pd, accusato di non aver saputo governare le divisioni né valorizzare esperienze amministrative già consolidate. Un’analisi che, inevitabilmente, apre interrogativi anche sul futuro del centrosinistra locale, chiamato a ricostruire credibilità e coesione dopo una frattura così evidente. La vicenda di Isola del Gran Sasso, dunque, rischia di diventare un caso emblematico: da un lato un centrodestra che si presenta compatto, dall’altro un’area progressista lacerata da contrasti interni. E, sullo sfondo, la scelta di un sindaco uscente che, invece di schierarsi, decide di sottrarsi al voto attivo per lanciare un messaggio politico destinato a far discutere ben oltre i confini del comune.