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teramo3Io sono teramano e tifo per Teramo. E voto per Teramo. Mi chiedo: preferite che i fondi del Masteplan Abruzzo (Delibera G.R. n. 229 del 19/4/16) li gestisca una persona competente o il figlio di Odino e fratello di Conan ? 1 miliardo e 490 milioni per l’Abruzzo in mano ad Attila flagello di dio faranno la differenza tra il rilancio dell’Abruzzo e il suo collasso. Solo per ricordare alcuni progetti approvati e pronti a partire: Adeguamento reti idriche (65milioni); lavori ex manicomio Te (35milioni); porto turistico di Roseto (1m700mila); IV° lotto della Teramo mare (85m); strada della Val Fino (8m); nuova strada per il Gran Sasso (6m); sistema depurativo per Teramo e costa (18m600mila); bonifica del Tordino (2m400mila); Centro bioserv per lo zoo profilattico (53m); fortezza Civitella (4m300mila); rete ultraveloce (6m300mila); nuovi laboratori e dottorati di ricerca all’UniTe (18m), bike to cost (60m700mila); Parco nazionale (1m500mila); valorizzazione dei borghi (4m800mila). Sono solo alcuni dei progetti per 1 miliardo e 49° milioni pronti a partire.
Io sono teramano e tifo per Teramo. E quindi non capisco quelli che strillano #primagliitaliani e poi tifano per un romano. Non capisco quelli che prima un partito poi l’interesse e il bene collettivo. Io sono teramano, per questo voglio uno capace di gestire al meglio queste risorse preziose come l’acqua per una città che ha bisogno di risollevarsi e riprendere a camminare e a correre. Io sono teramano e me ne strafotto dell’amico degli amici. Io voto per il bene di Teramo. Per il futuro di Teramo.
Sono teramano e quindi sono felice quando c’è una buona notizia per la mia città. Il vistoso e determinante recupero di Giovanni Legnini nei sondaggi veri (non quelli del Corsera per le europee di maggio che includono Piemonte, Lombardia e Veneto che vanno bene per i fratelli di Brenno) sono una buona notizia per Teramo e tutta la provincia. Vivaddio finalmente una buona notizia per Teramo. Se Legnini dovesse vincere tre teramani entrerebbero nella squadra di governo regionale con lui. In barba agli odiatori seriali fans di Teodorico, se non è una buona notizia questa cos’è ? Il teramano Mauro Di Dalmazio, che ha messo in piedi il think tank del cantiere civico per l’Abruzzo che unisce i moderati, e il meglio della società civile, diventerebbe il suo vice presidente. Fuori dalla logica da tifosi. è o non è una buona notizia per Teramo ? Ma chissenefrega da dove viene ? Non mi abbasso e non spreco neppure un secondo nel discorso greve e sciatto chiedendomi “da dove vengono Olivieri e Gerosolimo” che erano con D’Alsono, e ora, nei fatti portano voti a Marsilio con l’UDC, con la buona pace di quella bravissima persona che è – ed è sempre stato- il dottor Di Bartolomeo (è diventato più bello invecchiando nonostante frequenti Roberto Olorico, Gianni il desaparecido e Tano Portaiello). Sono teramano e mi interessa solo che Di Dalmazio è persona assai capace che può fare il bene della città.
Con Legnini sarebbe assessore al Bilancio e al Masterplan Luciano D’Amico, un altro man thinks & makes a cui fumano i coglioni, un tecnico di livello nazionale e un intellettuale onesto, competente. Chiedo ai teramani se questa per loro è o non è una buona notizia. O preferirebbero assessori tipo Lino Banfi e Oronzo Canà.
E avremmo un’altro teramano, Dino Pepe, che in silenzio e con stile efficace e pacato ha fatto molto bene nell’agricoltura pur in un frangente di transizione molto difficile. Non lo ha saputo comunicare – ma è un’altra cosa – ma ha fatto bene con competenza e dedizione. Del resto lui non è come mister selfie che spende e spande ma non controlla le fatture. Che però ora stanno controllando altri.
Non so, mi chiedo, ci farebbe male avere tre assessori che tirano per Teramo e fanno il bene di Teramo ?
Del resto il lavoro prezioso svolto da Di Dalmazio è tutto nella demonizzazione (anche con toni sgradevoli) fatta da Marsilio contro di lui non casualmente a Teramo, che con questo clamoroso autogol ha dimostrato tutta la preoccupazione del candidato di Salvini.
Mi sarebbe piaciuto se Gianni il desaparecido in un sussulto di verità si fosse alzato e avesse detto alla platea “Scusate, preciso che senza Di Dalmazio io – che vengo dai socialisti e dal gruppo “Costruire” di Cerulli Irelli – non sarei qui, non sarei stato ne Sindaco, ne Presidente, e non avrei vissuto le magiche notti romane”. Ma del resto non lo ha riconosciuto D’Alberto perché doveva farlo lui ?
La verità, l’unica verità che ora conta, è che l’idea del “Cantiere civico” dei princìpi e di valori che uniscono piace alla gente: piace il richiamo alla Costituzione e alla dignità umana. E il successo di questo progetto civico, che unisce le energie di 250 candidati, di cui solo pochissimi già schierati, e nelle reazioni scomposte e nelle offese, nei toni che si alzano.
A chi rischia la sedia e ai loro servi da fastidio assai il fatto che Mauro Di Dalmazio in questi mesi abbia messo su un progetto politico nuovo, ”un’altra storia” , frutto dell’alleanza tra le culture liberale, cattolica, progressista e socialista. Persone che si richiamano alle grandi tradizioni di pensiero, e a quel centrodestra illuminato che rifiuta e prende le distanze dai barbari leghisti con la clava e l’anello, che spargono odio con il pericoloso populismo estremista.
Da teramano doc, figlio di teramani doc, nipote di Giuseppe con il suo bar “Centrale” in Corso san Giorgio (dove ora c’è l’ottica Nardi), e di Alberto il meccanico (di Taraschi e della Fiat Rabbi dietro la villa dove ora c’è il supermercato) io me ne strafrego – oggi come ieri - dei partiti, e voglio dare il mio contributo per il bene della mia città.
Consapevole che sarà importante il voto di Teramo perché la nostra Provincia è da sempre l’ago della bilancia nella politica regionale, per dare una risposta chiara a quanti vogliono consolidare solo un clima di regressione e paura. Questo brutto clima nel Paese non serve per lo sviluppo dell’Italia e dell’Abruzzo, non aiuta la crescita degli investimenti, non incoraggia chi lavora ogni giorno tra tante difficoltà, non garantisce un futuro prospero ai giovani, non offre opportunità di lavoro. Al vento di odio leghista e fascista bisogna contrapporre un vento di positività. Salvini vuole costruire un Paese infelice e rancoroso, senza futuro. Ma c’è chi vuole provare a costruire una comunità in cui possa prevalere l’umanità. La storia è adesso: sta ad ognuna ed ognuno decidere che strada intraprendere, da che parte stare. Io sto con Teramo.

Leo Nodari

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