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corsiDopo il teramano Dino Mastrocola eletto Rettore dell’Università di Teramo una altro bel segnale scende da Colleparco fino a Teramo e offre prospettive di speranza alla città malandata. Un altro teramano, il prof Cristian Corsi, gran bella persona, è stato eletto nuovo Preside della prestigiosa facolta di Sciene della Comunicazione dell’UniTE. Non è stato facile, la strada non è mai stata dritta, la lotta - spesso condotta dietro le sue spalle- è stata dura. Diciamo che Corsi ha vinto alla grande una sfida per nulla scontata. L’uomo che più è stato il simbolo dell’Università aperta, l’uomo che più è vicino agli studenti, il docente di riferimento per la Città ha vinto contro chi vuole l’Università chiusa e blindata a Colleparco. Ha vinto contro i tristi, ha vinto contro i mosci, ha vinto contro i rassegnati alla noia, quelli con il cartellino in mano, quelli le persone spente che vogliono una università spenta in una città grigia, i tanti, troppi abituati a gestire la polvere degli scaffali. Ha vinto contro gli “anonimi” , quelli dalla vita anonima che infamano la gente per far finta di essere vivi, quelli che mandano lettere anonime perché della loro faccia come il culo si vergognano. Cristian Corsi, che vive pienamente l’Università, il docente che trovi sempre ha vinto contro i docenti che non si trovano mai. Contro quelli che sono assenti anche quando sono presenti. E se qualcuno vuole un elenco sono pronto a fornirglielo. E poi, e non è poco, Corsi è un teramano, un giovane teramano, che ha studiato a Teramo, allievo di D’Amico, stimato in Italia ma teramano . E questo non è poco. Anzi è tanto. E’ un segnale importante per l’Università e per tutti i giovani studenti teramani. Certo ora viene la parte più difficile e Corsi certamente sa bene che c’è molto da fare. La vittoria chiarisce che l’Università vuole essere aperta, collaborativa, disponibile, un valore aggiunto della città e fondamentale per la città. L’ università potrà aiutare ancora la città, il suo territorio ad affrontare le sfide che emergeranno nei prossimi anni puntando sui giovani, la cultura, sull’innovazione e la ricerca, e coinvolgendo, di riflesso in modo positivo il territorio. Corsi sa bene e meglio di tutti che è importante progettare in chiave strategica e amministrativa il rapporto tra luogo che produce conoscenza, l’università, e luogo che la ospita, la città. Tali luoghi devono necessariamente interagire. Entrambi traggono beneficio dai risultati che derivano dalla loro azione congiunta: economici per la città, nuovi orizzonti scientifici per l’università. Il contributo di una facoltà non si limita solo al campo dell’innovazione culturale e scientifica, investe anche ambiti diversi come la partecipazione alla promozione del territorio e da questo si innesca una spinta propulsiva verso un nuovo livello di costruzione di identità urbana basata sulle nuove esigenze. . Corsi sa bene e meglio di tutti che il rapporto tra la città e una facoltà non può essere, perciò, sporadico ed estemporaneo, deve essere necessariamente supportato da mirate scelte logistiche in grado di attrezzare il territorio con le necessarie infrastrutture. . Corsi sa bene e meglio di tutti che una facoltà può quindi rappresentare un motore importante per un territorio, vista la sua capacità di innescare quelle politiche urbane e regionali in grado di far discutere e definire nuovi modelli di sviluppo urbano per la città, stimolando la nascita di una nuova coscienza di Governance territoriale. Solo così si può dare maggiore forza ai tre obiettivi per cui una facoltà di comunicazione ha la sua missione. Per il momento Corsi si goda la vittoria. C’è tempo e modo per riparlarne .
leonodari

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