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Dopo una proposta di referendum consultivosulla localizzazione del nuovo ospedale di Teramo e la richiesta di ristrutturazione e nuova costruzione nel sito di Villa Mosca, è nato a Teramo un comitato che chiede di ristrutturare e migliorare l’ospedale già esistente, continuando ad utilizzare le attuali infrastrutture esistenti nell'ospedale ex Mazzini (parcheggi coperti, eliporto);dinon consumare altrosuolo con nuove imponenti costruzioni; di non abbandonare ulteriormente le strutture immobiliari di proprietà della Asl; e soprattutto di non sperperare denaro pubblico (100 mln di euro ??).Una realtà è chiara ed inequivocabile, e mette d’accordo tutti: l’ospedale di Teramo va riqualificato, partendo dagli splendidi operatori che già ci sono. Perché ci sono e vanno ricordati e tutelati.. Io ne sono involontario testimone e mi inchino alla bravura e umanità di alcuni di loro. La domanda ora è: va ristrutturato o costruito ex novo ? La risposta sembrerebbe semplice: io lo vorrei nuovo, con tutte camerette singole, aria condizionata, dottoresse tutte cocche come Sharon Stone  e infermiere come Diletta, ma più simpatiche. I medici poi tutti giovani George Clooney e tutti in prima linea. Vorrei le migliori apparecchiature per salvare la vita e la salute della gente, soprattutto di coloro che non possono usufruire di altre strutture più costose del pubblico. Vorrei che le liste di attesa fossero umane, che le visite salva vita non avessero liste di mesi, ma anche più di un anno. Vorrei che i medici e tutti gli operatori non avessero il peso dell’inefficienza di alcune strutture sulle spalle. Vorrei autoambulanze che arrivino in 5 minuti.  Vorrei un servizio mensa a 5 stelle. E in ospedale ci vorrei anche una piscina. Chi lo ha detto che i tempi morti, tra una terapia o una visita e un’altra debbano essere lunghi e noiosi ? Se possiamo alleviare un po’ il dolore perché non farlo ? Basterebbe ridurre un po’ lo stipendio ai tanti “inutili” ai tanti raccomandati, ai tanti nullafacenti che ci sono, e si potrebbe fare senza spesa alcuna. Il fatto è che i fatti non stanno così. Gli amici che ci leggono ricorderanno che ci siamo già occupati più volte di sanità, ed in particolare nel luglio e nel novembre scorso, quandol'assessore abruzzese alla sanità, Nicoletta Verìdoveva essere, ed era stata chiamata al tavolo nazionale di monitoraggio del Ministero,per presentare il piano di riordino della rete ospedaliere abruzzese. Nonostante l’istanza comune dei due consigli comunali di Teramo e L’Aquila riuniti all’Emiciclo regionale l’assessore Verì mise una pietra tombale sul nuovo ospedale che a Teramo dunque non si farà. Con buona pace di ingegneri,architetti, faccendieri, pensatori, approfittatori, strateghi del bene comune.  Piaccia o non piaccia Teramo dovrà ristrutturare l’esistente - anche senza comitato dell’ottimo e sempre generoso Memè Bucciarelli  e non avrà il super ospedale di secondo livello. Perchè, diciamoci la verità, con i pochi soldi della ex giunta regionale non si sarebbe mai potuto fare. A chiudere ogni discussione tra Villa Mosca, Piano d’accioColleminuccio, Sant’Atto, Bellante, o al posto di Goldrake (visto che neppure quello si farà) è stata l’assessora Verì – con il parere positivo dei sindacati Cgil, Cisl, Uil e Ugl …e mio- che nel documento programmatico per i Ministeridella Salute e dell'Economia ha chiesto di rivedere la programmazione sull'edilizia sanitaria  abruzzese. Secondo la assessora Verì la precedente Giunta regionale D’Alfonso, attraverso la costruzione di nuovi ospedali con la tecnica del projectfinancing, avrebbe creato forti dissesti economici nelle Asl pregiudicando la qualità delle cure.Il progetto dell' attuale esecutivo di centrodestra, contenuto nel "Programma operativo 2019-2021",intende creare un'integrazione “funzionale” tra ospedali e territorio, grazie a reti efficienti, ottimizzazione delle risorse, del personale e delle strutture. Dunque Dea “funzionali” e non “strutturali”, cioè non su un unico plesso. Eliminando i doppioni, pur rispettando gli standard di sicurezza. Un'impostazione di questo tipo porta vantaggi ai cittadini ? Secondo me si ma mi rimetto agli esperti.Ma ribadisco che alla luce dei tempi, io lo condivido.  Questo è il momento di liberarsidal sogno irrealizzabile di un nuovo ospedale, cavalcato da chi non vuole il bene della città ma il suo. Prioritariamente ora è necessario che le migliori energie della città invece traccino un disegno strategico per la riorganizzazione della rete ospedaliera della Asl di Teramo e, su tale base, individuino le priorità per l'utilizzo delle risorse, già stanziateper potenziare quanto più possibile i servizi territoriali. Non sono utili per questo i mugugni, le proteste, le minacce e gli scontri aperti sulla sanità. Si parla di sanità. Le liti personali vengano riservate per le sagre: qui si parla della vita della gente.  I trasferimenti di risorse diminuiscono, e i costi del sistema sanitario aumentano. Abbiamo bisogno di investire sulle reti e sul territorio, su una puntuale integrazione ospedale-territorio. Dobbiamo ascoltare gli anziani e le persone più deboli e fragili che rischiano, nella discussione politica, di pagare il prezzo di una inadeguata rete assistenziale. C'è l'urgenza del reclutamento del personale. La questione delle liste d'attesa. A Teramo abbiamo infrastrutture non più all'altezza che generano molti costi  e non sono pronte ad accogliere le nuove tecnologie. Strutture inadeguate per pazienti, cittadini e operatori.  E’ necessario coinvolgere tutte le Istituzioni. La trasparenza su come si intende gestire la salute pubblica è fondamentae. E su come si intendono utilizzare i soldi pubblici.Su quanti fondi saranno stanziati veramente per Teramo e per la nostra Provincia. E per fare cosa.Parliamo di sanità. Parliamo di salute. Parliamo della vita, della morte, del dolore della gente. Smettete di curare i miseri interessi e fate i seri. 

Leo Nodari

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