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CartellocoronavirusQualcosa è andato storto nel laboratorio Bsl-4 del MedicalResearchInstitutedi Wuhan, dove si   elaborano i cosiddetti “weaponized virus”, ovvero gli agenti patogeni modificati in laboratori per la guerra batteriologica. Ed ora è in mezzo a noi. Eccolo. Sembrava accantonato, messo da parte, contenuto, dimenticato. E’ invece ora è tornato. Ed è cattivo. Bieco. Invisibile. Come uno spettro. Ma tangibile. Come una lama. Eccolo tra noi. Minaccioso, temibile. Lo spettro non ha più i lineamenti esotici. Ci minaccia in italiano. Conosce tutte le lingue del mondo, perché è stato creato per fare la guerra in tutto il mondo. E ora la fa. Ora è emergenza sanitaria globale. Ora è paura del contagio. Ora è razzismo allo stato puro. Ora è tuttologia dilagante. Ora è paura. Ora è psicosi. Lo schiaffo è collettivo e ci fa male. Non basta più infischiarsene delle cause, di Wuhan e del mondo. Ora a intimorire sono gli effetti sulla vita quotidiana.  Signore e signori, eccolo, il fantasma è servitoNon basta più evitare il cinese marcio, che mangia i serpenti vivi che mangiano i topi. E puzza. Non basta più evitare la bancarella che vende cianfrusaglia con la ragazza cinese che strilla. E puzza. Non basta più evitare il “listolante Tu Cia Ming” con gli involtini surgelati nel 2010, dove il cuoco è sporco. E puzza. Eccola l’ombra nera che si spande e morde. E il portatore è un manager in completo “Bottega Veneta”. E’ uno sportivo, elegante, frequenta ristoranti eleganti, gioca a calcetto. E’ in mezzo a noi. Invisibile. Non puzza. E’ lui l’untore. Così il virus è arrivato in Italia ha varcato i confini sigillati della Cinaaaveva previsto. Una persona è arrivata dalla Cine e ha infettato un italiano. Erano quindi sbagliate alcune declamazioni di politici. La quarantena è l’unico modo di bloccare l’arrivo di questo virus. Dobbiamo far sì che da questi primi casi non ne nasca una catena di contagi. Eccolo. E non poteva che essere così

Perché è stato creato per essere così, per fare questo.Per non mutare. Per non fermarsi. Perché esclusa l’origine animale  resta il timore è che a Wuhan sia andata in onda la versione reale della Umbrella Corp. di  “Residentevil, una vera e propria fabbrica di virus e veleni.All’interno della quale, qualcosa sarebbe andato terribilmente storto,elaborando i cosiddetti weaponized virus, ovvero agenti patogeni modificati in laboratori per la guerra batteriologica.L’ipotesi, al momento tutta da verificare, prende però le mosse un articolo pubblicato dalla prestigiosa rivista Natureun reportage che mostrava dall’interno l’allora nascente bio-laboratorio dell’università di Wuhan, il MedicalResearchInstitute. Qualcosa più di un centro di ricerca, stante le misure di sicurezza estreme che lo caratterizzano: in grado di resistere a terremoti di magnitudo 7, il laboratorio è classificato come Bsl-4, il massimo grado al mondo di bio-contenimento.Eccolocovid 19. E’ arrivato. Ed è cattivo. Bieco. Invisibile. Come uno spettro. Non è più nelle scatole di cibo lercio che mangiano i musi gialli. Non traccia più pittogrammizhongwen sulle misere vetrine da cui tenersi alla larga. Non parla più l’impronunciabile “hanyu.  Ora è nelle fontanelle dei nostri giardini. Nelle poltrone dei nostri cinema. Non proietta più immagini lontane di lande desolate, isolate, blindate.  Lo spettro ènel vicino che prende il caffè vicino a noi. Troppo vicino.  La paura ha l’immagine di quella signora troppo grassa che compra la carne vicino a noi. Troppo vicino.  E’ nel giovane troppo magro seduto  vicino a noi. Troppo vicino. Ed è certamente malato.  La minaccia viene dall’anziano che vorrebbe incrociarci. Lo vedo,attraverso la strada. E’ anziano è di sicuro ammalato, e poi è vicino a noi. Troppo vicino.  Andrebbe messo in quarantena. Lo spettro è nel signore che vorrebbe salire con noi in ascensore. Ma io stocazzo che lo faccio salire. Non lo voglio vicino. Troppo vicino. La minaccia è in quel povero della panchina, nell’handicappato che sbava, nel frocio viziosonel collega d’ufficio che starnutisce, nella signora delle poste che si avvicina al vetro , nel compagno di stanza vicino a noi. Troppo vicino.  Andrebbero messi tutti in quarantena. Non basta più fregarsene di tutto e tutti. Diciamolo su, eddai diciamolo, ci faceva un po’ piacere se stò virus gli dava na storpiata a stì cinesi che sono decisamente troppi. Ma ora non basta più girarsi dall’altra parte, o cambiare canale quando fanno vedere i morti per strada in Cina. Ora occorre chiedersi qual è il percorso del virus sotto casaCapire come si spande la peste. Si sta avverando uno scenario che l’Organizzazione Mondiale della Sanità e molti epidemiologi avevano largamente previsto: le quarantene e gli altri provvedimenti restrittivi sono necessari, ma da soli non riescono a contenere il virus, al massimo ne rallentano la progressione.Oramai persone positive al coronavirus, hanno viaggiato in altri paesi non sono state rilevate e potrebbero aver dato vita a focolai secondari nei paesi di arrivo. È esattamente lo scenario che si è avverato a Codogno. È già pandemia ? NoMa ci sono cause autoctone e noi siamo ormai nel novero. Anche se dobbiamo continuare a non preoccuparci più di tanto. In Italia nel 2019 sono morte 300 persone di influenza e nessuno si è preoccupato.Certo c’è una paura motivata, per quello che il virus potrebbe diventare, e quello che potrebbe generareC’è una paura fondata sul non conoscerlo, c’è ragione di essere comunque preoccupati e prudenti. Però, difronte a un’epidemia, ciò di cui abbiamo bisogno sono scienza, ragione e solidarietàMa abbiamo soprattutto bisogno di restare umani.

Leo Nodari

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