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TorrecerranoEstate 2020: risultare negativi al Covid-19 sarà la conditio sine qua non per andare al mare ed entrare in Abruzzo. Gli  habitué della spiaggia di Roseto e Giulianova comincino a prepararsi all’idea. La Regione Abruzzo ha chiesto ad una società di Roma di studiare  le soluzioni per rendere le lunghe e meravigliose spiagge abruzzesi zona covid free. Dunque non solo distanziamento e diminuzione degli ombrelloni del 50%. L’Abruzzo intende rimanere una zona sicura. Chi ci vive e chi ci viene dovrà stare tranquillo. Si pensa a misure severe ma che tutelino innanzitutto l’idea di vacanzaSecondo il progetto in fase di studio che “sarà proposto entro 10 giorni” da metà giugno insieme al pacchetto viaggio più hotel, verrà proposto un voucher-tampone Covid 19. Quest’estate in Abruzzopotranno soggiornare in hotel e seconde case, e i residenti potranno andare al mare, solo si sarà in grado di dimostrare di essere negativi al coronavirus mostrando un tampone molecolare con esito negativomax antecedente di 7 giorniDovrà nascere in ogni Comune con rilevanza  turistica – sulla costa teramana tutti, ma anche  a Teramo, Atri, Pietracamela -   una “Cabina di regia e coordinamento” finalizzata principalmente alla garanzia della sicurezza nel territorio dei residenti e dei turisti, composta dal Sindaco e delegati, Polizia Municipale, Servizi Tecnici e Ambientali, Asl, Protezione civile, che ne prenderanno parte a titolo gratuito. 

Nella proposta regionale  - che sarà parte integrante della delibera sarà chiesto ai Comuni di prevede unPiano Turistico” che preveda le nuove norme comportamentali rese necessarie dalle misure di contenimento del virus che potranno rimanere valide anche nelle fasi successive a quella di emergenza, nell’ottica di una fase di rilancio 2021 che vede il turismo abruzzeseconfigurarsi come “TURISMO COVID FREE. A Roma è in studio anche un apposito logo. Molto simbolico. Quando occorre una strategia di comunicazione vera, e promozione online vera, basata sul turismo che pone al centro la persona, occorrono delle agenzie di comunicazione vere. Gli amici non bastano. Il Governatore Marsilio, anche se non è abruzzese e sa di essere di passaggio, avendo un’ottica nazionale, prima degli altri ha capito che per mantenere vivo il contatto con il cliente fedeleall’Abruzzo, e rilanciare veramente l’immagine dell’Abruzzoquale meta turistica già da giugno 2020, è necessario individuareun soggetto con autentica esperienza pluriennale nel settore del Social media marketing inserito veramente nei circuiti del mercato turistico nazionale. L’amicizia si accontenta in altro modo. Vanno bene piccole cosette ogni tanto. Così, poi, se uno non le fa va bene lo stesso. Qua, ora, subito, è in ballo il futuro dell’Abruzzo. Roba da far tremare i polsi. E Decimo Massimo Marsilio ha capito che il fallimento di tutta la stagione è un’alternativa terrificante,perché significa perdere un miliardo di fatturato annuo, e centinaia e centinaia di aziende. Ha capito che non bastano le conferenze stampa a vuoto, sparare due fregnacce, inventarsi riaperture e bla bla bla. La differenza tra chi ha fatto politica vera, e chi fa i proclami pieni di niente, per i giornali, del tutto inutili, è capire cosa succede, sentire l’aria che tira. E il governatore ha capito che servono risposte  a chi chiede con sempre maggiore insistenza cosa succederà questa estate. Agli abruzzesi, ai lavoratori dei vari comparti turistici che rischiano le loro palle, ed a cui le balle sparate per fare il bello non bastano.Ma anche ai tanti in Italia che vogliono sapere cosa troveranno se verranno. Se si potrà ancoravenire in Abruzzo in vacanza. Quali regole sia nei Comuni che in spiaggia. Una regione nel quale il Covid-19 ha colpito molto meno duro che altrove, con unbasso numero di soggetti positivi al viruse una scarsa incidenza di casi in rapporto alla popolazione residente, può diventare meta di elezione. Come è stato scritto nel rapporto del progetto “si mera a far diventare la Regione una prima scelta”. Ottimo.Insomma, fare dell’Abruzzo un “hub delle vacanze” che sia “Covid FreeLe regole saranno queste: tamponi per il personale delle strutture (e per i turisti). Ingresso in spiaggia dalle ore 8,00, dopo sanificazione. Negli chalet solo i prenotati con certificato. Per gli “stagionali” possibilità di subaffittare. Ombrelloni a 5 metri. Presenza limitata a 2 persone + 2 bambini.Bagnini con termoscannerSpiagge vietate dopo le 21,00. Regole stringenti per chi fa ristorazione, con sanzioni severePossibilità di servizio delivery, ovvero bar, pranzo e cena sotto l’ombrellone, dalle ore 12 alle ore 20. Camerieri con mascherine e guanti, tutti assunti e controllati. Aree bambini vietate ai genitori con personale addetto. Spiagge libere a numero chiuso, con addetto del comune per posizionamento degli ombrelloni. Divieto di assembramento. Uscita libera con mascherina. La Polizia locale potrà effettuare test rapidi ovunque, senza preavviso.Tutti gli ospiti dovrannoscaricare una app che ne tracci gli spostamenti,per poter circoscrivere facilmente uneventuali focolaio in caso la positività al Covid-19 si manifestasse durante il periodo di vacanza. Certo le difficoltà ci sono. Si è tutti alla ricerca di una soluzione per far rientrare il settore turistico almeno con le spese. Questo è un’idea. Una buona idea. Purtroppo sapendo che non esiste ad oggi nessuna possibilità di avere un patentino da immune, che non sono stati fatti screening a tappeto, e comunque gli screening disponibili non danno certezza al 100%. Poi c’è la questione ampia e complessa, del delicato equilibrio tra la libertà personale e l’interesse superiore della sanità pubblica. Su quando e dove prevalga la prima sulla seconda si discute molto. Io credo che alcuni diritti devono recedere perché ce ne è uno che nella nostra Costituzione è sul gradino più alto di tutti: il diritto alla salute.

Leo Nodari

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