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Ilcielosopra

Game over.  Uomo. 40 anni. Bianco in volto. Sudato. Voce bassa, volutamente bassa. “Mi uccido, basta!” . E’ entrato nella stazione di Pineto pronto per farla finita. Quante volte ci aveva pensato ? Quando, dove, perché?“Mi uccido, basta!”Sono tanti, tantissimi i suicidi in questo periodo nella nostra Provincia. Donne e uomini.  Teramo, Roseto, Silvi, pochi giorni fa a Pineto.  

Game over.  Ha deciso che  il tempo della sua vita è  scaduto E’ pronto a buttar via la vita, a lanciare sotto un treno il suo corpo. Game over.  E’ sempre un dolore così forte da desiderare che sia l'ultimo a farti scegliere di tagliare il tempo che la vita ti ha datoE’ estate, ma non per te. La gioia della normalità non esiste più già da tempo. Chi ha fretta di correre - il più delle volte per non andare da nessuna parte - non si accorge di te, di lasciare dietro gli ultimi, i penultimi , i terzultimi, i tanti che non ce la fanno. Quelli che hanno bisogno di fermarsi a respirare, i più fragili, spesso i più belli, non ce la fanno. E sono pronti ad entrare in stazione. E dicono basta. Game over. Se non reggi davanti alle continue falsità che ti tocca affrontare , senon sopporti la continua sagra della menzogna e del menefreghismo sei pronto ad entrare in stazioneSsei al massimo dello schifo, non hai più certezze ne speranze, game over, sei pronto ad entrare in stazioneEccolo. Passi lenti. Sempre al telefono. Voce bassa. “Mi uccido, basta!” Così freddo, strafottente, determinato, quasi indifferente alla cosa. Sempre maledettamente iperconnessi sui social,paradossalmente soli come mai prima d'ora, noi tutti sperimentano una frammentazione delle relazioni che genera una profonda solitudine. Che spesso diventa devastante. Tanto da non sapere cosa dire, neppure quando hai deciso che il tuo tempo è finito, e vuoi dire che non avrai più nulla da dire. E a voce bassa, a testa bassa, comunichi la cosa più importante della tua vita Questa cosa mi ha strappato il cuore. L’ho trovato devastante, un dolore insopportabile che miete in Italia due vittime al giorno in una strage silenziosa. Il suicidio è la seconda causa di morte tra i nostri under 30,dopo gli incidenti stradali. Ne ammazza di più il male di vivere che la droga. Come negarlo, un velo di tristezza si stende comunque se penso a quel giovane uomo che sceglie di morire a 40 anni. E così porre fine a una esistenza breve, ma così sofferente, da essere ritenuta insopportabile. Come si fa a non fermarsi a riflettere, seriamente, quando pensi ad una persona che ancora deve cominciare a giocare la vita e già sceglie di scendere,di smettere di fare, disfare, gioire, fare l’amore, essere felice, andare, provare, viaggiare, conoscere.Ma quanto dolore c’è dietro quella voce bassa, dietro quella testa bassa, dietro quella scelta: game over. E’ straziante persino immaginare quanta infelicità c’è dietro questa decisione. E quanti sono come lui ? Che hanno un dolore così grande dentro, da fare così male da decidere di farla finita. Game over.  Ha deciso che  il tempo della sua vita è  scaduto Quanto dolore. Lui la sua lotta per la vita l'aveva persa tempo fa ? Ha deciso alla prima difficolta ? E’ stata una passione o un fulmine a fargli dire “Basta mi ammazzo” . Nessuno saprà mai quando è scattata la scintilla devastanteHa scelto data, luogo, orario. O si è trovato li. Quanto dolore dentro quel cuore chenon ne poteva più di vivere. Game over. Ha deciso che  il tempo della sua vita è  scaduto Si, è solo un uomo che avrebbe avuto bisogno di una mano, di un abbraccio, di un amico. Mentre tutti guardavano altrove, indifferenti, aggrappati solo ad uno schermo che semina odio, notizie, indifferenza, solitudine.Game over.  Ha deciso che  il tempo della sua vita è  scaduto Quantasofferenza insopportabile mentre il treno si avvicinava. Una tristissima e volontaria fine nel silenziodi una stazione, da solo, nell’angosciadi una stazione, nella solitudine di una stazione , perché nessuno potesse impedirgli la follia finale. Game over.  Ha deciso che  il tempo della sua vita è  scaduto.

Secondo gli esperti, al termine di una fase acuta di crisi o di una epidemia, avremo davanti a noi tutte le conseguenze, e le distruzioni, che avrà lasciato alle sue spalle, con gli strascichi legati al vuoto che ha generato, al pensiero del pericolo corso e superato.Tutte le conseguenze economiche, finanziare, lavorative e sociali da affrontare. 

Purtroppo le persone più deboli sono più portate a fuggire che a reagire. Mollando anche i riferimenti certi. E alla paura si sostituisce il lutto. Il dolore. Eccolo il treno. Finisce così. I sogni finiscono qui. Forse erano svaniti da tempo. Quanti amori. Quante speranze. Quanti progetti. Finisce tutto qui. Eccola la fine. L’hai scelta tu. Il tempo è finito. Forse volevi solo un abbraccio. Sarebbe bastato solo un abbraccio. Forse tu non volevi lasciare agli altri il tuo dolore, ma desideravi solo un abbraccio.  Forse tu avevi bisogno solo un abbraccio. E lo hai voluto così forte questo abbraccio che ti è stato donato. Un giovane a te sconosciuto, Andrea Salvatore, ha scelto di non girarsi, di non fare finta di niente. Andrea è stato scelto dal tuo angelo custode per starti accanto. Andrea ha scelto di abbracciarti. Andrea ha scelto di non essere indifferente. Andrea ha scelto di starti vicino e chiamare i carabinieri. E così di salvarti. Il tuo tempo anonimo amico non è finito. 

Leo Nodari

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