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RuggigeProtagonisti . Da schiavi, a liberi. Da uomini che vivono nella paura, a figli di un Padre che insegna a sperare. Da prigionieri dell’egoismo, ad artigiani di riconciliazione. Inizia così il 2026: con l’invito del Papa a fare memoria, ed essere testimoni di quanto vissuto durante il Giubileo della speranza. Ma anche con la richiesta di lasciare che il Bambino nato nella grotta di Betlemme, disarmato e disarmante, possa convertire ancora menti e cuori. L’alba segue alla notte”, è il messaggio del Papa, per la 59ª Giornata mondiale della pace, che ricorre il primo giorno dell’anno, 

Mi ha ricordato San Francesco che fu protagonista del suo tempo e lo è ancora oggi a 800 anni dalla morte, uomo fuori contesto, ma dotato di un valore senza tempo  perché intuì che la natura stessa del pensiero è la speranza con il suo “l’alba segue alla notte”. Mentre scrivo ad inizio d’anno, la frase di frate Francesco mi appare buon punto di partenza e anche di arrivo, perché penso che noi uomini siamo avviati, in qualche modo condannati a nutrire speranza anche nelle situazioni più impossibili.

Spes contra spem” :un dono e un grande insegnamento dal mondo immateriale a quello materiale: una dinamica duale, la più semplice possibile, che mi porta aiuto perché scolpisce nella mia mente la successione nero-bianco, problema-soluzione, della quale ho, abbiamo bisogno. Ringrazio la sorte che mi fa sognare in questa sequenza e non in quella opposta, perché allora sarei una persona infelice. Anzi: letteralmente “senza speranza”.

Eppure se mi fermo a pensare in questo 1 gennaio vedo una guerra  assurda ai confini dell’Europa; vedo bambini affamati e al freddo in quella che fu la terra di Gesù bambino; vedo tante guerre dimenticate ; vedo anziani senza cibo e senza affetto; vedo ragazze in strada sfruttate dalla malavita e ragazzi anche giovanissimi che si sfasciano tra droghe e alcool nell’indifferenza totale. 

Grido “spes contra spem” ma la follia aumenta: avremmo potuto sfruttare le risorse della terra per migliorare il modo di vivere, ma, invece, le abbiamo distrutte. Abbiamo modificato il clima, smembrato il suolo, devastato le foreste, deturpato la natura, inquinato i fiumi, avvelenato i mari, contaminato la terra, appestato l’aria. Abbiamo distrutto nazioni senza battere ciglio. Abbiamo sfruttato interi continenti, abusato delle donne, schiavizzato i bambini, senza sosta, senza tregua, senza limiti, senza ragione. È uno scenario che noi che si sentiamo “assolti” conosciamo bene, purtroppo. Ce ne siamo fregati di tutto e di tutti noi che si sentiamo assolti. Ora ci lamentiamo e strisciamo senza nemmeno l’umiltà di chiedere il perdono. Abbiamo rubato in ogni dove, dalla politica alla amministrazione; abbiamo utilizzato il prossimo bisognoso; noi che ci sentiamo assolti siamo stati peggio di bagasce di luridi bordelloper avere il favore dei potenti di turno che tradivano il loro mandato in ogni gesto; abbiamo servito in ginocchio vescovi pagani, ladri, affamati di soldi, che tradiscono la croce, sciamani devoti solo al loro super io, invece che chinare il capo davanti al vero Cristo. Il Cristo povero, che nasce povero in una grotta, muore povero in croce, luce dei sofferenti, bisognosi, malati. Abbiamo mentito sapendo di mentire. Mentito sul lavoro, a scuola, in famiglia. Abbiamo giurato, spergiurato il falso, per molto meno di 30 denari, solo per il nostro momentaneo tornaconto. Una, due, cento volte. Siamo stati vermi con i forti e inflessibili con chi meritava misericordia. E non siamo pentiti. Non abbiamo capito nulla. Noi, proprio noi, i buoni, quelli assolti, ce ne siamo fregati. E non siamo pentiti. Lo rifaremo. Ci siamo girati dall’altra parte per non sentire chi ci chiedeva aiuto. Lo rifaremo .Abbiamo taciuto davanti all’ingiustizia. Lo rifaremo .Abbiamo chiuso gli occhi davanti alle mille croci che si alzavano, ovunque, ogni giorno, in silenzio. Anche nel nostro mostruoso silenzio complice. Lo rifaremo . Siamo stati complici del disastro. E siamo colpevoli. Senza appello. Colpevoli. Inizio d’annè il tempo per scegliere che cosa conta davvero. Inizio d’anno è il tempo di reimpostare la rotta della vita. L’alba segue alla notte”,

Buon anno

Leo Nodari